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Ancora ragazzini picchiati a Brindisi: stavolta in un “H24”

di Lucia Pezzuto per il7 Magazine

Insultati e picchiati in pieno centro, un gruppo di bulli semina il terrore tra i ragazzini. Sono sempre più frequenti gli episodi di violenza consumati il sabato sera tra minorenni nel pieno centro di Brindisi, l’ultimo risale a sabato scorso, 28 maggio. Un gruppo di bulli , dell’età di circa 15, 16 anni, ha preso di mira alcuni coetanei all’interno di un distributore automatico di bevande aperto h.24 nei pressi di Piazza Vittoria. Le vittime sono state aggredite e picchiate a sangue tanto da finire in ospedale. La polizia, a seguito della denuncia dei genitori dei ragazzini, ha avviato le indagini per identificare i responsabili. Stando a quanto riferiscono gli inquirenti, la scena sarebbe stata ripresa dalle telecamere di video sorveglianza. Numerosi elementi, utili a ricostruire la dinamica dell’accaduto, sono ora nelle mani degli investigatori ed il cerchio potrebbe chiudersi molto presto.

L’episodio all’attenzione delle forze dell’ordine è accaduto intorno alle 22 di sabato scorso, in giro c’era parecchia gente ed i locali pieni di avventori, nonostante questo i bulli hanno agito senza alcuna remora. Prima le provocazioni, poi gli spintoni ed infine le botte. Le vittime, ragazzini di appena 15 anni, sono state picchiate a sangue tanto da dover ricorrere alle cure mediche. Purtroppo non è la prima volta che accade, episodi simili sono piuttosto frequenti e lo schema sembra ripetersi in maniera sistematica tanto da indurre gli investigatori a verificare se i protagonisti dell’ultima aggressione possano essere gli stessi di altre avvenute nelle ultime settimane.

Una ventina di giorni fa due quattordicenni sono stati aggrediti nei pressi sempre nei pressi di piazza Vittoria , lungo il marciapiede di Banca Intesa. Questa volta di gruppetto di bulli, presumibilmente composto da quattro cinque elementi, ha agito all’aperto davanti agli occhi di numerosi passanti. Con una scusa banale hanno cercato di provocare la reazione di uno dei due quattordicenni che camminava vicino alla Piazza. Il bullo avrebbe accusato il ragazzino di averlo urtato e nonostante le scuse di quest’ultimo si sarebbe avventato contro per picchiarlo. E’ bastato davvero poco, il bullo con fare da “gradasso” ha preso a schiaffi la vittima tanto da fargli volare gli occhiali e stordirlo. I passanti che assistevano alla scena hanno subito richiesto i soccorsi ed un autoambulanza del 118 è intervenuta sul posto.

Il quattordicenne è stato accompagnato in ospedale e per diversi giorni, a parte lo shock per l’aggressione, ha avuto problemi di acufene. Questo come altri episodi simili continuano a ripetersi nonostante le denunce e le segnalazioni da parte delle famiglie. Venerdì, 24 maggio, nel pomeriggio in viale Commenda due ragazze sono state colpite sa una scarica di pallini esplosi da una pistola. Incredibile ma vero , davanti a decine di passanti ignoti hanno estratto una pistola e sparato. Fortunatamente le ragazze sono rimaste solo lievemente ferite alle gambe. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini. Ora, il luogo dell’aggressione è differente rispetto a quella avvenuta sabato ma l’elemento comune è che si tratta sempre di ragazzi molto giovani. Da qui l’allarme che porta a pensare che non si tratti di casi isolati ma di una vera e propria banda di bulli, di età compresa tra i 15 e i 16 anni che gira indisturbata per le vie del centro cittadino prendendo di mira ragazzini indifesi. La brutalità ed al contempo la facilità con la quale si muovono lascia a dir poco basiti.

Sarà la convinzione di restare impuniti o di essere talmente efficaci nell’intimorire le vittime a renderli sicuri delle loro azioni tanto da continuare a perseverare. Dall’altro canto per la polizia il gruppetto, seppur formato da minorenni, ha le ore contate. Resta in ogni caso l’allarme sociale, un allarme sociale già lanciato in un passato neppure troppo lontano. Del resto risale ad appena un anno fa il terribile episodio di cronaca legato ad una aggressione avvenuta in Piazza Santa Teresa da parte di un branco di circa trenta ragazzi che aveva preso di mira una dodicenne. La storia fece grande scalpore proprio per l’accanimento mostrato dai giovani nei confronti di una ragazzina indifesa. Il fatto era accaduto tra il Nuovo Teatro Verdi e piazza Santa Teresa. La vittima, rea , si fa per dire, di aver manifestato le sue attenzioni per un ragazzino, aveva suscitato la rabbia di una sua coetanea che aveva pensato bene di organizzare una spedizione punitiva con altri trenta minori. Una storia che ha dell’incredibile se si pensa che il branco aveva tentato di aggredire la vittima in pieno giorno e senza neppure conoscerla.

Quest’ultima era stata salvata dall’intervento di una sua amica di sedicenne che per puro caso era nei paraggi e l’aveva trascinata via, in fuga verso la propria abitazione dove hanno trovato rifugio. Il branco le aveva inseguite ed aveva tentato di sfondare la porta di casa a calci sino a quando non era intervenuto il padre della sedicenne ed aveva allertato la polizia. Anche alla vista degli agenti i ragazzini avevano continuato a mostrare spavalderia convinti la minore età non avrebbe in ogni caso portato a conseguenza penali. In realtà, pur essendo non imputabili, era stato fatto un esposto al Tribunale dei minori ed i loro genitori, nei giorni successivi, furono convocati in questura. Qui si scoprì che molte famiglie erano ignare di ciò che combinavano i loro figli. Erano al corrente delle loro frequentazioni ma non di questi atti di violenza che tra l’altro stando alle testimonianze si ripetevano con una certa frequenza. Il gruppetto, infatti, era molto conosciuto in piazza Santa Teresa, e ci sarebbero state altre ragazzine prese di mira spesso e volentieri. Ma quello che sorprende è che questi ragazzini, la cui età, all’epoca dei fatti, non superava i 13 anni, erano figli di insegnanti, professionisti, che vivevano in contesti famigliari sani. Ora quanto accaduto sabato scorso è solo la punta dell’iceberg di una situazione culturale e sociale alla deriva. I bulli si autoalimentano tra di loro e le vittime, perseguitate, vivono nel terrore eppure si tratta pur sempre di ragazzini alla cui età le uscite e le frequentazioni dovrebbero avere tutt’altra piega.

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