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‘Attenti a quei 4’, le istruzioni per riconoscere i pesci “alieni” arrivati nelle acque italiane 

La campagna d’informazione è stata ideata per aiutare a riconoscere i quattro pesci “alieni” arrivati nelle acqua italiane. La prima segnalazione dei pericolosi pesci è avvenuta in Sicilia, pare infatti che la provenienza di queste particolari specie sia il Canale di Suez.

Le quattro specie di pesci 

Attenti a quei 4‘ questo il nome della campagna ideata dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) e l’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio nazionale delle ricerche. Il progetto ha lo scopo di istruire, bagnanti, subacquei e pescatori nel riconoscimento dei quattro “alieni”. Pesce palla maculato, pesce scorpione, pesce coniglio scuro e pesce coniglio striato questi i quattro “invasori” tropicali. In questo particolare stadio dell’invasione infatti è necessario saper riconoscerli non solo per evitare spiacevoli incidenti, ma anche per monitorare la loro distribuzione sui profili della penisola. La campagna è inoltre patrocinata dai Ministeri delle Politiche Agricole, della Transizione Ecologica e della Salute, e dal Comando Generale delle Capitanerie di porto.

Caratteristiche e pericolosità 

Tramite la campagna gli esperti hanno quindi rilasciato le informazioni necessarie per saperli riconoscere, la loro pericolosità e i contatti per le segnalazioni.

  • ‘Pesce palla maculato’ – Tossico e non può essere mangiato

Come facilmente intuibile dal nome questo si contraddistingue dagli altri grazie a delle macchie scure sul dorso. E’ altamente tossico al consumo, anche se cotto ad alte temperature. Non va quindi assolutamente ingerito né crudo né cotto.

  • ‘Pesce scorpione’ – Spine pericolose 

Il pesce scorpione può essere mangiato ma l’ostacolo questa volta è diverso. Possiede infatti delle spine le quali punture possono essere molto dolorose, anche se il pesce dovesse essere già morto.

  • ‘Pesce coniglio scuro’ e ‘Pesce coniglio striato’ – Spine pericolose

Anche in questo caso i due, entrambi erbivori, possono essere ingeriti facendo però attenzione alle spine. Anche le loro spine possono infatti causare punture dolorose.

Chi contattare dopo “l’avvistamento”

L’Ispra ed il Cnr-Irbim invitano i pescatori, subacquei e chiunque abbia avvistato queste specie nelle acque Italiane a documentare con foto/video e inviare la propria osservazione su WhatsApp al numero 320 4365210 o postarla sul gruppo Facebook Oddfish – https://www.facebook.com/groups/1714585748824288/ utilizzando l’hashtag: #Attenti4.

Antonella Tammaro

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