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Balneari, l’Ue avverte l’Italia: “Segnali incoraggianti, ma gare siano trasparenti, imparziali e aperte”

La Commissione europea “ha visto alcuni segnali incoraggianti che vanno nella giusta direzione”, ma allo stesso tempo ricorda che “i cittadini e le imprese hanno diritto a una procedura trasparente, imparziale e aperta“, altrimenti rischia un’infrazione. È il nuovo avvertimento all’Italia che arriva da Bruxelles sulle concessioni balneari, dopo che all’inizio di questa settimana il disegno di legge sulla Concorrenza ha ricevuto il primo via libera dall’aula del Senato. Già nel pacchetto di primavera del semestre europeo, Bruxelles aveva sottolineato che in Italia “l’uso di concessioni pubbliche per i beni pubblici, come le spiagge, non è stato ottimale. Ora a parlare a LaPresse è un funzionario della Commissione europea: “Seguiamo da vicino gli ultimi sviluppi legislativi in Italia in merito alla riforma dell’attuale sistema delle concessioni balneari, oggetto di una procedura d’infrazione pendente”.

“Abbiamo appreso dalla stampa che il Senato italiano ha dato il suo voto positivo al progetto di ‘Legge sulla concorrenza per il 2021’, che dovrà ora essere votato dalla Camera italiana”, evidenzia il funzionario. Che spiega quali ritiene siano i segnali incoraggianti: “Ad esempio, per quanto riguarda le concessioni aggiudicate tramite gara dal 2024, le tariffe proposte eque, gli investimenti per la salvaguardia dell’ambiente costiero e marino e la qualità del servizio per tutti”. Poi però specifica: “Siamo in contatto con le autorità competenti in merito al testo normativo e al calendario previsto per la riforma. Ci riserviamo ulteriori osservazioni in attesa dei necessari chiarimenti al riguardo”. L’intesa raggiunta una settimana fa dalla maggioranza lascia aperto uno dei temi più divisivi: rinvia ai decreti attuativi la definizione degli indennizzi per i gestori che non otterranno il rinnovo quando scatterà la messa a gara. In più, in particolare Lega e Forza Italia annunciano ancora battaglia in Parlamento.

“Il diritto dell’Ue richiede che le norme nazionali assicurino la parità di trattamento dei fornitori di servizi senza alcun vantaggio per alcun operatore specifico, promuovano l’innovazione e la concorrenza leale, prevedano un’equa remunerazione degli investimenti effettuati e proteggano dal rischio di monopolizzazione delle risorse pubbliche a vantaggio dei consumatori e imprese”, sottolinea ancora a LaPresse il funzionario della Commissione europea. “I cittadini e le imprese – prosegue – hanno diritto a una procedura trasparente, imparziale e aperta nel decidere a quale attività commerciale dovrebbe essere assegnato il diritto di utilizzare il suolo pubblico (in questo caso le spiagge) per offrire i propri servizi”

Il funzionario quindi ricorda le possibili conseguenze: “Per quanto riguarda le norme applicabili a questo settore in altri Stati membri, la Commissione sta conducendo analisi e discussioni approfondite con le autorità competenti e, se del caso, ha anche avviato procedure di infrazione“. In effetti, lo scorso aprile la Commissione ha avviato una procedura di infrazione contro il Portogallo per aver inserito nelle nuove gare meccanismi di preferenza per i concessionari uscenti. “Il settore del turismo balneare – continua il funzionario Ue – è di notevole importanza per l’economia europea. L’impatto negativo della pandemia sul settore turistico rende gli investimenti e l’innovazione in questo settore ancora più importanti“. “Le legislazioni nazionali dovrebbero promuovere la modernizzazione del settore. Trasparenza e concorrenza leale forniscono certezza del diritto e stimolano investimenti e innovazione sia per i concessionari esistenti che per i nuovi operatori”, conclude il funzionario della Commissione.

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