Beppe Sala: “Sono cattolico praticante ma ho celebrato il matrimonio di mia zia con la sua compagna”

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Si racconta a Chi nella “migliore tradizione” delle interviste ai politici che il settimanale diretto da Alfonso Signorini realizza con annesso servizio posato. E Giuseppe Sala “si promuove come sindaco di Milano”: “Si, ma non e questo il punto. Glielo confesso: ho pensato molto se andare avanti o fermarmi qui, ma alla fine ho capito che soppesare i pro e i contro era un esercizio inutile, non mi portava da nessuna parte”. Sala ha scelto di ricandidarsi e al momento i sondaggi sono dalla sua. Ma Chi non guarda solo al lato politico e il sindaco uscente, ricordando che uno dei suoi primi atti il 5 agosto 2016 fu celebrare le prime nozze civili gay nella storia di Milano, si definisce “convintamente sindaco dei diritti civili”: “Ma, anche qui, sono figlio della mia storia personale e non parlo di me, ma di zia Gabriella… Deve sapere che la famiglia di mia mamma Stefania e una famiglia cattolicissima e numerosa, tante sorelle e un fratello. Accade che nel 1968, avevo dieci anni, in famiglia scoppia uno scandalo (…) Preparativi per il pranzo di Natale e zia Gabriella, la sorella più piccola di mamma, se ne esce dicendo: io vengo solo se posso portare la mia fidanzata Gianna (…) Subito viene convocata una riunione di famiglia, io origlio tutto da dietro una porta… Imparo che i tuoi principi e le libertà degli altri possono convivere. Pranzo a ranghi completi e vissero tutti felici e contenti”. E Sala conclude la storia dicendo di averla poi sposata la zia Gabriella, con Gianna: “… Io sono cattolico praticante, ma la storia che le ho appena raccontato dice che le convinzioni di fede vanno conciliate con il fatto di essere un buon sindaco che ascolta tutti. Il mio parroco, don Gianni, ha capito e continua a volermi bene. Chi di noi, in onesta, può dire di non avere un amico o un parente gay? E non per questo lo abbandona”.

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