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Camorra, don Patriciello: “La tv non trasformi in modelli i suoi divi”

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Don Patriciello: “Don Pietro Savastano piu’ noto di Giancarlo Siani tra i ragazzi? Non mi meraviglia, la memoria visiva e’ piu’ forte del resto. E poi, una serie su Giancarlo Siani di uguale impatto non la ricordo. Sono riconoscente a Roberto Saviano per tante cose, ma non mi ha fatto piacere che certi suoi personaggi siano diventati modelli”.

Don Maurizio Patriciello, parroco di trincea al Parco Verde di Caivano (NAPOLI), non si mostra meravigliato dai risultati del questionario promosso in trentuno scuole di da cui emerge che camorristi e protagonisti della serie tv Gomorra sono piu’ conosciuti tra gli studenti delle vittime innocenti di o degli stessi simboli dell’anticamorra. “Giro le scuole tutti i giorni e so che questi ragazzi non hanno colpa.

Dovremmo aiutarli – dice don Maurizio all’ANSA – e portarli sui luoghi dell’orrore. Se avessero visto, come ho visto io, il covo in cui il piccolo Di Matteo e’ stato sciolto nell’acido, sono certo lo ricorderebbero per sempre. Sono luoghi della memoria, gli insegnanti li dovrebbero accompagnare. Un conto – osserva – e’ sapere le cose, un altro farle vedere nella loro crudezza”.

Quanto alla risposta sull’omerta’ (un terzo degli intervistati non la ritiene qualcosa da condannare) don Maurizio non ha dubbi: “Penso al Parco Verde di cui sono testimone privilegiato – spiega – e dico che non e’ omerta’ ma un criterio per sopravvivere. Quando si sta gomito a gomito con famiglie di camorristi non e’ semplice, diventa una questione di sopravvivenza”.

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