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Catastrofe-mania: pronti per gli ufo

L’Oms è sul punto di dichiarare il Vaiolo delle scimmie emergenza internazionale. È palese l’intento di non voler rischiare le critiche sollevate per i ritardi e la gestione dell’infezione da SarSCoV2. […]

(Maria Rita Gismondo* – Il Fatto Quotidiano) – L’Oms è sul punto di dichiarare il Vaiolo delle scimmie emergenza internazionale. È palese l’intento di non voler rischiare le critiche sollevate per i ritardi e la gestione dell’infezione da SarSCoV2. E comunque, aggiungeremmo maliziosamente, non trattandosi di un’infezione partita dalla Cina, ma dall’Europa, ne può parlare senza problemi. L’emergenza, una volta vocabolo poco usato se non in ambienti tecnici, è diventata la nostra normalità. Ci stavamo rilassando per i dati oggi non negativi della pandemia, ecco la guerra e poi il virus del vaiolo delle scimmie. È tale nel mondo la sensazione che con i mezzi terreni non si riesca a sfuggire a questa catena di fenomeni disastrosi che sempre più c’è gente che ci si sta rivolgendo a salvezze non terrene. Sono aumentati i fedeli nelle diverse chiese e, visto che i miracoli stanno ritardando a manifestarsi, sono anche aumentati coloro che credono che ci salveranno gli extraterrestri. Sull’esistenza degli alieni non abbiamo solamente dichiarazioni di avvistamenti poco affidabili, fatte da persone sotto l’effetto di alcool o allucinogeni, ma addirittura da personaggi come Barack Obama, che ne ha ammesso pubblicamente l’esistenza. Un’affermazione scioccante è quella dell’ex direttore spaziale israeliano, su Yediot Aharonot, Haim Eshed, che ha affermato: “Gli oggetti volanti non identificati hanno chiesto di non dire pubblicamente che stanno qui: l’umanità non è tuttora pronta”. Ancora più inquietante è stata la risposta della Nasa e del Pentagono quando è stato richiesto di commentare tale asserzione. Da entrambi è stato espresso un “No comment”. Dobbiamo quindi aspettarci di incontrare E.T.? Numerosi scienziati si sono interessati approfonditamente della questione. Seguendo la logica umana, pur ammettendo che sia possibile l’esistenza di altre forme di vita (quale?) nello spazio, non ci si spiegherebbe perché non si siano in qualche modo palesati. Insomma, per adesso, pare che da questi guai non possa proprio salvarci nessuno, a meno che, come si sta programmando, non si aspetti qualche anno e si vada a vivere su Marte.

*Direttore microbiologia clinica e virologia del “Sacco” di Milano

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