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Conducenti piratano i sedili riscaldati BMW per averli gratis (o a poco)

Conducenti piratano i sedili riscaldati BMW per averli gratis: una notizia che riporta alla mente gli antichi spot contro la pirateria.

Quelli in cui ad un adolescente intento a scaricare film e programmi pirata sul proprio PC veniva mostrato un ladro di automobili con la didascalia “Non ruberesti mai un’auto” e il sillogismo “Quindi la pirateria è un furto”.

Una intera generazione di ragazzini ora adulti storceva quindi il naso dicendo “Bella forza, non puoi scaricare un’automobile”. La realtà ha, alla fine, giocato un brutto tiro ai ragazzini di allora dandogli l’occasione di mettere alla prova la loro teoria.

Nasce tutto da BMW, e dall’idea di installare di serie tutto il necessario per i sedili riscaldati ma attivarlo via software con un abbonamento.

La cosa ha un suo senso a dire il vero: il sedile riscaldato è un optional che ti serve pochi mesi l’anno, e una formula “paghi solo se usi” (per ora collaudata in Corea del Sud ed USA) dovrebbe far risparmiare qualche soldo all’acquirente.

Ma l’acquirente è lo stesso ragazzino che al cinema sentiva la pirateria equiparata al furto di automobili. O anche lo stesso che si interroga se qualcosa dato in “nolo online” sia davvero suo.

Se compro un libro online, o della musica, è davvero “mia” se per fruirla devo passare da un portale che potrebbe chiudere tagliandomi fuori?

Se acquisto un bene o un servizio digitale che poi viene “rimosso dal catalogo”, posso recriminare?

Sono mille dubbi che la scelta di BMW ha riacceso in molti, e che li ha portati alla scelta meno etica: se l’hardware è lì, ovvero c’è tutto il necessario per riscaldare i sedili tranne il software di controllo, qualcuno ha deciso che avrebbe provveduto di persona.

Conducenti piratano i sedili riscaldati BMW per averli gratis

Del resto il “tuning” di automobili e motori si è sempre basato su questo. Sbloccare, anche in spregio ad ogni condizione contrattuale e/o di sicurezza, prestazioni che il veicolo avrebbe in potenza, ma vari motivi bloccano.

C’è chi ha pensato alla teoria del piano inclinato. Nel 1960 non era inconsueto “sbloccare il potere nascosto” di una macchina aggiungendo carburatori maggiorati e rimuovendo deflettori e giunzioni di restrizione.

Con l’arrivo delle centraline elettroniche il meccanico è diventato “digitale”, e oltre a quei servizi poteva riprogrammarti la centralina per “spingere” il motore in più.

Piano inclinato: “se posso fare questo posso fare quest’altro. E se posso farmi modificare la centralina per qualche cavallo in più, perché non farlo per sbloccarmi i sedili riscaldati”?

Wired ha censito almeno un servizio passato dal ritoccare le centraline per prestazioni maggiorate al fornire lo sblocco di servizi altrimenti a pagamento, se non lo sblocco di funzioni di sicurezza.

Vuoi vedere la TV con l’auto in movimento (funzione bloccata per evitare distrazioni)? Ecco che ti arriva lo sblocco “di terza parte”. Vuoi i sedili riscaldati “a sbafo”? Tutto quello che ti separa è una modifica.

Ovviamente a tuo rischio e pericolo: oltre la parte etica e morale, parliamo di dispositivi connessi. Un aggiornamento della casa produttrice è tutto quello che serve per toglierti quello che ti sei fatto “aggiungere” da terze parti.

Certo, c’è la giustificazione morale dell’utente di seconda mano, ma BMW ha aggiunto di voler offrire simili servizi anche per gli acquirenti del mercato dell’usato.

E tra aggiornamenti e chiavi di sicurezza, la “pirateria del sedile” (o di altri servizi) rischia di diventare l’ennesima gara a guardie e ladri.

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