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De Luca si allinea a Salvini e Meloni: “Qui niente sbarchi”

Hanno toccato terra. L’hanno sognata chissà quante volte in quelle ore infernali in mare, poi l’hanno vista, sono scesi dalla nave Ocean Viking e hanno finalmente lasciato l’acqua per la terra. Sono i quattrocento migranti che due giorni fa sono sbarcati al porto di Salerno.

Mi piacerebbe scrivere e raccontare che li abbiamo accolti a braccia aperte, certo seguendo tutti i protocolli di sicurezza e sanitari, che li abbiamo accolti con un sorriso rassicurante, che abbiamo preso in braccio i bambini che viaggiavano da soli e che poi li abbiamo portati nei centri di prima accoglienza. Ecco questa ultima cosa è successa, ma dopo esternazioni tristissime e un braccio di ferro tra il governatore campano Vincenzo De Luca e la prefettura che poi ha scavalcato il diktat dello sceriffo che urlava: no allo sbarco dei migranti, facendoli scendere sulla terra ferma. La storia purtroppo è questa e non è un film in bianco e nero, uno di quelli antichi che raccontavano di confini, di bianchi e neri, di tu sì e tu no. È una storia moderna. E dopo lo sbarco, De Luca ha continuato la sua arringa in difesa del suo fortino salernitano che qualche malpensante voleva conquistare venendo dal mare.

«Credo che non sia accettabile nessuno sbarco né nel porto di Salerno, né di Napoli, chiariamolo bene da subito – ha tuonato il governatore – Mi dicono che non ci sono in previsione altri sbarchi, ma chiariamo che non accetteremo sbarchi né nel porto di Napoli, né nel porto di Salerno». Gli dicono che non ci saranno altri sbarchi, ma lui ci tiene a precisare che ci saranno o no, i migranti rimarranno in mare perché lui qui non li vuole. In lontananza mi pare di sentire l’eco della voce di quel Matteo Salvini che diceva: aiutiamoli a casa loro. Qui i migranti non ci devono stare. Alimentando quella fronda populista e giustizialista che molto spesso, però, ha paura dell’altro. Qualcuno diceva che non bisogna mai avere paura dell’altro perché tu rispetto all’altro, sei l’altro. Ma questa meravigliosa citazione di Camilleri viene offuscata da Matteo che si sbraccia al Papeete mentre manda al diavolo i migranti. Forse De Luca si sente vicino a Matteo e alla stessa Giorgia Meloni in questi giorni. Chissà. Fatto sta che lui qui i migranti non ce li vuole. Pare sia colpa del Covid. «Pongo adesso un problema perché sui quasi 400 migranti sbarcati a Salerno, avevamo 50-60 positivi al Covid – ha detto De Luca – Il Comune di Salerno si è fatto carico di bambini non accompagnati, questo lo abbiamo garantito anche se avevamo dei bambini contagiati. Non ho capito bene dove sono andati gli altri». Questo lo hanno garantito… Il governatore poi spera «che tutti quelli che sono stati ricollocati nei vari centri abbiano ricevuto i controlli sanitari necessari per essere tranquilli, per noi e per i migranti perché accogliere è un dovere di solidarietà, ma dei doveri di solidarietà non fa parte l’obbligo di accettare i contagi. Questo non può essere chiesto da nessuno». E poi rivolge un appello alla ministra Lamorgese smentendo quanto detto in precedenze, ovvero il divieto di sbarchi a Napoli e Salerno: «Bisogna dialogare, non fare operazioni sottobanco e all’improvviso. Per noi accogliere i migranti è un dovere di solidarietà, ma dei doveri di solidarietà non fa parte l’obbligo di accettare i contagi».

È colpa del Covid o del pregiudizio? Della solidarietà, questa sconosciuta? Di una politica che costruisce il suo elettorato su antichi strascichi fascisti e sulla paura che i cittadini devono avere dell’altro? Ma no, sarà colpa del Covid, sicuramente. Ascoltando De Luca, in molti avranno sperato che non ci saranno nuovi sbarchi, non per preservare le loro case ma per non doverli lasciare in mare e assistere a una scena tremenda che questa volta si è presto conclusa con l’intervento della prefettura. Loro, gli altri, i migranti ce l’hanno fatta, ad affondare ancora una volta è stata l’umanità.

L’articolo De Luca si allinea a Salvini e Meloni: “Qui niente sbarchi” proviene da Il Riformista.

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