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È ovvio: nessuna correlazione tra COVID19 e un succhiotto del 2016

Ci segnalano un tweet che contiene una (vedremo infondata) correlazione tra COVID19 e un succhiotto del 2016. Ovviamente il riferimento è all’hashtag #nessunacorrelazione, usato spesso per diffondere una teoria del complotto secondo cui i vaccini sono latori di tutte le morti condivise sui social dal 2019 ad oggi, e che i “poteri forti” nascondano la correlazione.

È ovvio: nessuna correlazione tra COVID19 e un succhiotto del 2016

In realtà il ritaglio di giornale viene da una notizia di cui ci occupammo noi stessi in quel periodo. Si trattava della storia del giovane Julio, che secondo la stampa aveva avuto un attacco di convulsioni dopo un appuntamento con la fidanzata e, portato in ospedale, aveva abrasioni sul collo compatibili con un succhiotto.

Come dissero Snopes all’epoca, l’idea che un succhiotto possa danneggiare la carotide in modo tale da provocare un ictus è un evento possibile ancorché alquanto improbabile, ma in ogni caso accaduto ad agosto del 2016.

Già all’epoca non potevamo che sollevare qualche dubbio: la storia del ragazzo morto per un succhiotto fu lanciata per prima da un portale messicano di notizie “curiose” e acchiappaclick, con un’occhio alla viralità che ci suonò sospetto.

In ogni caso possiamo confermare: nessuna correlazione tra COVID19 e un succhiotto del 2016.

A meno che i vaccini abbiano il potere di renderti un viaggiatore nel tempo.

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