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Elezioni Csm, le toghe di AreaDg. «Si respira una brutta aria, sostegno ai candidati»

«Pieno sostegno ai candidati che si sono riconosciuti in AreaDg ed hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro qualità personali, le loro idee, la loro professionalità per rappresentare a tutti gli elettori lo spirito con il quale AreaDg ha deciso di partecipare a questa competizione ed i progetti di profondo rinnovamento dell’autogoverno che abbiamo messo in campo e siamo pronti a realizzare». Così in un documento il coordinamento del gruppo delle toghe progressiste, in vista del voto del 18 e 19 settembre per l’elezione dei togati al Consiglio superiore della magistratura. Elezioni che coincidono con la campagna elettorale per le politiche che «sta portando al centro del dibattito progetti di riforma, anche costituzionale, improntati alla restaurazione di un modello pre-costituzionale», denuncia Area.

Cosa scrive AreaDg a sostegno dei suoi candidati

Tutti i candidati al Consiglio, sottolinea il documento, «in queste poche settimane di confronti e dibattiti hanno evidenziato come il prossimo Csm sarà chiamato a dare attuazione alla riforma Cartabia della magistratura, assumendo un serio e argomentato impegno a sostenerne i pochi aspetti positivi e ad arginare, se non contrastare gli aspetti, purtroppo numerosi, che rischierebbero di determinare effetti pericolosi e persino nocivi: l’esasperata spinta alla gerarchizzazione anche degli uffici giudicanti, la matrice produttivistica a scapito della qualità delle decisioni giudiziarie, l’impronta burocratica perseguita attraverso l’introduzione di leve disciplinari suscettibili di forti strumentalizzazioni». «Ma questo purtroppo non è l’unico impegno che si pone per l’immediato futuro, certamente gravido di cupi segnali per la preservazione dello statuto costituzionale vigente in tema di magistratura e di tutela dei diritti».

A giudizio dei magistrati di Area «riprendono campo opzioni decisamente orientate verso la separazione delle carriere, l’introduzione di nuove forme di responsabilità civile idonee a condizionare seriamente la serenità del giudicare, il depotenziamento degli strumenti di indagine più evoluti e moderni, la cesura del rapporto virtuoso tra forze di polizia ed autorità giudiziaria, la stessa “demolizione del Consiglio superiore della magistratura”. Proposte inserite nel più ampio campo della riscrittura dei diritti fondamentali dei cittadini e della generale capacità del sistema giustizia di offrire loro adeguata tutela».

AreaDg e la criminalizzazione dei migranti

«Si profila, infatti – osserva il documento delle toghe progressiste- il rischio concreto che si ponga presto mano alla riscrittura delle norme che disciplinano il sistema dell’accoglienza, che si riprenda la repressione e criminalizzazione nei confronti dei migranti, che vengano messe in discussione le faticose conquiste di civiltà frutto di lotte decennali: dall’affermazione di una gravidanza consapevole che abbia al centro la donna, alle unioni civili. Sono progetti ampiamente condivisi tra le varie forze politiche, anche più moderate, che si candidano alla guida del Paese e che, quando non condivisi, vengono contrastati in modo flebile e soprattutto senza proposte di un disegno alternativo che dia spazio ad un effettivo ammodernamento della giustizia in chiave di efficienza e credibilità».

AreaDg e il programma ambizioso

«Riteniamo che, senza ambizioni di assurgere ad interlocutore politico generale, il Csm che verrà debba, nel rigoroso rispetto dei propri poteri e prerogative, saper opporre una forte resistenza culturale a queste prospettive – ammonisce Area – contrapponendo ad esse proposte autorevoli che finalmente intercettino i problemi centrali del sistema giudiziario ed avviino, anche su questo piano, una stagione di rilancio che tenga uniti i piani della qualità e tempestività della risposta giudiziaria, della preservata e rafforzata capacità di incidere nel vivo della tutela dei diritti, della ripristinata credibilità professionale ed etica della magistratura. È un programma estremamente ambizioso, forse utopistico, che certamente richiede sia presente nel Csm – è infine l’auspicio espresso nel documento – un gruppo di magistrati capaci di intraprenderlo e dotati di un forte bagaglio culturale condiviso, arricchito dalle specifiche qualità personali ed esperienze professionali, consapevole del momento particolarmente delicato che sembra doversi intraprendere, che si faccia forte ma al contempo rigorosamente consapevole delle sue prerogative e dei suoi poteri ma anche dei relativi limiti, che sia completamente immune dalla capacità di seduzione del potere politico che, come abbiamo potuto constatare, ha la capacità di condizionare e blandire l’autogoverno».

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