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Elezioni Politiche 2022: torna il tagliando antifrode – Positanonews

Elezioni Politiche 2022: torna il tagliando antifrode. Per le elezioni politiche del 25 settembre 2022, torna il tagliando antifrode. Cos’è e come funziona?

Il tagliando antifrode dovrebbe garantire una maggiore sicurezza, evitando il rischio di brogli nei seggi elettorali. Ogni scheda di voto, sia per l’elezione della Camera che per l’elezione del Senato, prima di essere consegnata all’elettore, deve essere dotata di un tagliando rimovibile, con un codice progressivo alfanumerico generato in serie, denominato dalla legge “tagliando antifrode”. Ogni scheda, infatti, sarà stampata con una “appendice” costituita da una

piegatura perforata lungo la parte inferiore della scheda stessa. A ogni seggio elettorale, inoltre, verrà fornita una bobina con dei bollini adesivi, in numero

complessivo di tremila, recanti un codice alfanumerico seriale.

In sintesi, le nuove schede sono dotate di un’appendice cartacea munita di un “tagliando antifrode” con un codice progressivo alfanumerico generato in serie; dopo che l’elettore ha votato ed ha restituito la scheda al presidente del seggio, il tagliando viene staccato dalla scheda e conservato dai membri del seggio.

Questi ultimi dovranno annotare il codice progressivo alfanumerico del tagliando antifrode prima di consegnare la scheda all’elettore. Successivamente al voto dovranno verificare se il numero del tagliando sia lo stesso di quello annotato prima della consegna della scheda stessa.

A controllo avvenuto, il presidente del seggio inserisce la scheda nell’urna, dopo aver staccato il tagliando.

Le operazioni da compiere sono pertanto le seguenti:

a) anzitutto, il presidente di seggio controlla che sulla tessera non sia stato già apposto il bollo di un’altra sezione con la stessa data della consultazione;

b) quindi, uno scrutatore appone sulla tessera, all’interno di uno degli spazi ancora liberi, il bollo della sezione e la data della consultazione;

c) lo stesso scrutatore (o un altro che lo aiuta) annota il numero della tessera nell’apposito registro in dotazione al seggio;

d) su tale registro (uno per gli elettori di sesso maschile e un altro per gli elettori di sesso femminile), a fianco del numero della tessera di ciascun elettore, lo scrutatore riporta anche il numero di iscrizione dell’elettore stesso nella lista sezionale;

e) infine, poiché si svolgono contemporaneamente più consultazioni (Camera, Senato ed eventuali altre), lo scrutatore, negli appositi riquadri stampati nel retro della pagina di copertina del registro, prende nota, attraverso il sistema della “spunta” numerica progressiva, del numero di elettori che NON votano per una o più delle consultazioni in svolgimento. Ogni elettore, infatti, prima di ricevere le schede di voto, per qualsiasi suo motivo, può dichiarare di voler votare solo per taluna delle consultazioni stesse. Anche nella lista sezionale, a fianco del nome dell’elettore, uno scrutatore prende nota delle consultazioni

alle quali l’elettore medesimo NON partecipa (ad esempio, nel caso che l’elettore ritiri la scheda solo per l’elezione della Camera o solo per l’elezione del Senato, annotando nella lista sezionale: “NO Senato” o, viceversa, “NO Camera”).

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