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Il sospetto della procura su Giandavide De Pau: «Ha ucciso per girare video da rivendere sul web»

Giandavide De Pau, accusato dalla procura di Roma di aver ucciso tre prostitute nel quartiere Prati, aveva forse un piano premeditato. E un obiettivo: quello di girare filmati e video da rivendere sul Dark Web. Gli elementi a supporto di questa ipotesi sono sostanzialmente tre. Il primo sono i video ritrovati sul suo cellulare che raccontano i primi due omicidi. Ovvero quelli delle due cittadine cinesi di via Riboty. Il secondo è il travestimento utilizzato per entrare nella casa. Che fa pensare quindi a una premeditazione del gesto. Il terzo sono i cold case che a Piazzale Clodio stanno analizzando per capire se sono attribuibili alla stessa mano che ha colpito quel 17 novembre. Uno in particolare sta attirando l’attenzione degli inquirenti.


La premeditazione

Il Giudice per le indagini preliminari ha già definito i due video come una possibile prova della premeditazione. Si tratta, racconta oggi Il Messaggero, di due filmati della durata rispettivamente di 14 e 42 minuti. Che documentano l’omicidio delle due donne dopo aver consumato rapporti sessuali con loro e mandando via gli altri clienti, come scrive il Gip nell’ordinanza. Dopo il primo rapporto con Xiuli Guo, l’uomo sposta il telefono e oscura la telecamera pur lasciando in registrazione l’audio. L’altra donna entra nella stanza e ha un rapporto sessuale con il cliente. Subito dopo si sentono rumori e urli di donne, anche se il suo arriva soffocato. L’altra donna entra e chiede «cosa fa a lei?». Poi si sentono altre urla. L’altra donna scappa sul pianerottolo ma il killer la uccide. E lì viene ritrovata.


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