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Infiltrazione dei Casalesi negli appalti CIRA, chiesto rinvio a giudizio per i 12 indagati

La Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) ha chiesto il rinvio a giudizio delle 12 persone coinvolte nell’indagine sull’infiltrazione – presunta – del clan dei Casalesi negli appalti del CIRA. Il GUP del Tribunale di Napoli, Anna Imparato, ha fissato l’udienza preliminare per il 29 settembre.

Le 11 misure cautelari risalgono allo scorso 26 aprile

Lo scorso 26 aprile, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Aversa (Caserta) avevano notificato 11 misure cautelari ad altrettanti indagati. Nello specifico, le autorità avevano effettuato due arresti in carcere, tre arresti domiciliari, tre obblighi di dimora e tre interdizioni dall’esercizio dell’attività d’impresa. Tra questi, anche una persona ritenuta legata al clan dei Casalesi. Le misure erano state prese nell’ambito di una indagine sugli appalti indetta dal CIRA (Centro Italiano di Ricerca Aerospaziale) di Capua, in provincia di Caserta.

Tra gli indagati spicca il nome di Sergio Orsi, 65enne noto alle autorità per essere colluso con il clan dei Casalesi

reati contestati dalla DDA di Napoli sono, a vario titolo, corruzione e turbata libertà degli incanti. Con l’aggravante della finalità di agevolare il clan dei casalesi. Tra i destinatari delle misure cautelari emesse dal gip di Napoli figurano funzionari del CIRA, il noto imprenditore Sergio Orsi, 65 anni. Orsi era stato già condannato in passato per associazione camorristica perché colluso con il clan dei Casalesi nel settore dei rifiuti. Il 65enne era finito in carcere il 26 aprile scorso con l’accusa di turbativa d’asta e corruzione con l’aggravante mafiosi. Con lui erano stati colpiti da misura cautelare anche altre persone tra imprenditori, funzionari e dipendenti del Cira. Tra questi, suo figlio e Fabio Oreste Luongo, 44 anni. Quest’ultimo, nello specifico, era stato ritenuto dal GIP “gravemente indiziato di partecipazione al clan dei casalesi, con il ruolo di imprenditore colluso col sodalizio camorristico“.

Il Tribunale del Riesame ha disposto la scarcerazione di Orsi e degli altri arrestati

Il Riesame di Napoli ha tuttavia escluso l’aggravante camorristica e disposto così la scarcerazione di Orsi e di tutti gli altri indagati raggiunti da misura cautelare, come il figlio di Orsi, Adolfo (colpito da obbligo di dimora), e l’altro imprenditore arrestato, Fabio Oreste Luongo,

Francesca Mainardi

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