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La storia di Chiara, la trans 19enne suicida a Napoli dopo violenza e bullismo: “Una morte assurda”

Chiaratransgender che a dicembre prossimo avrebbe compiuto 19 anni, si è tolta la vita lo scorso 24 ottobre nella sua casa a Napoli mentre la madre non era presente nell’abitazione. E’ quanto denuncia il Gay Center di Roma, tra i principali centri italiani per i servizi rivolti alla comunità LGBT, che seguiva la giovane da qualche anno. Chiara, che aveva avviato il percorso di transizione (il suo nome di battesimo era Giovanni), viveva con la famiglia nel quartiere di Miano. Nell’abitazione è intervenuta, intorno alle 19 di lunedì scorso, la polizia dopo la segnalazione ricevuta da una vicina di casa. Sul corpo è stata disposta l’autopsia da parte della Procura.

A 17 anni Chiara li aveva contattati per raccontare gli episodi di violenza, bullismo ed emarginazione che subiva da tempo dopo aver deciso di esprimere la sua identità femminile. Dopo la denuncia, che Gay Help Line l’ha aiutata a presentare tramite l’Oscad (l’Osservatorio interforze del Ministero degli Interni, contro gli atti discriminatori), Chiara aveva trovato accoglienza in una comunità ed il supporto delle associazioni LGBT+.

La tragedia si è verificata nei giorni scorsi nel quartiere di Miano, in un appartamento di via Janfolla nella parte alta del quartiere. Sul posto l’ambulanza che non ha potuto fare altro che constatare il decesso.

Dichiarazione dell’Assessore pari opportunità Emanuela Ferrante

“È una vera tragedia, constatare che ancora oggi, nel 2022, un diciannovenne possa suicidarsi per questioni legate all’identità di genere ci dimostra che c’è ancora tanta strada da fare. Questa amministrazione è molto sensibile al tema. Non a caso Napoli è stata la prima città ad inaugurare una casa comunale per accogliere le persone LGBTQI. Inoltre nei prossimi giorni approveremo in giunta una delibera per istituire un osservatorio comunale sulla realtà LGBTQI per il contrasto all’omotransfobia. Senza contare l’enorme lavoro svolto insieme a tutte le associazioni che sul territorio rappresentano un presidio permanente di contrasto alle discriminazioni di genere. L’obiettivo primario di questa amministrazione è quello di garantire pari dignità e tutela, a tutte le persone, indipendente dal sesso e dall’orientamento sessuale”.

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