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Le baby – gang: un allarme sociale! Il convegno dell’associazione forense “Iuris Prudentes Salerni”  alla Cittadella Giudiziaria di Salerno

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“Il 15 maggio del 2021, sul Lungomare di Salerno, all’altezza della spiaggia di Santa Teresa, un gruppo di giovani, quasi tutti minorenni, scatenarono una brutale rissa caratterizzata da una violenza inaudita. Questi ragazzi erano in possesso di  mazze sfollagente, cazzottiere, tirapugni ed armi da taglio. In quella rissa, avvenuta tra due bande rivali: una denominata “Centro Storico” e l’altra “Zona Orientale”,  furono feriti gravemente due giovani”. A ricordare questo triste episodio per la nostra  città, è stato il Colonnello Gianluca Trombetti, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Salerno,  che ha  spiegato la struttura delle baby gang e gli  effetti sulla sicurezza percepita, durante il convegno ““L’allarme sociale delle baby gang: aspetti giuridici e sociologici”, organizzato dall’associazione forense “Iuris Prudentes Salerni” , presieduta dall’avvocato Valentina Dell’Acqua, presso l’Aula Magna della Corte d’Appello  della  Cittadella Giudiziaria di Salerno. Il Colonnello Trombetti ha spiegato che le “Baby Gang, sono una manifestazione di devianza che assume rilievo delinquenziale e si affianca al bullismo e al cyberbullismo: ” Si formano quasi per gioco, prendendo come esempio i modelli delle bande sudamericane o quelli proposti dalle serie televisive o dalle nuove tendenze musicali da loro predilette. Agiscono sempre in gruppo e al loro interno vi sono uno o più leader carismatici. Operano in territori delimitati, rendendosi protagonisti di episodi di aggressione, spesso caratterizzati da gratuita ferocia, verso coetanei o comunque nei confronti di soggetti in qualche modo vulnerabili. I membri, sovente, attribuiscono al gruppo anche un nome per darsi una connotazione identitaria. Spesso divulgano, anche attraverso immagini sui  social network, le gesta compiute dai membri del gruppo, sviluppando una forma di “comunicazione sociale”. La forza del “branco” e il senso di appartenenza al gruppo affievoliscono la consapevolezza dell’illeicità delle condotte poste in essere  e delle conseguenze, spesso drammatiche,  che  provocano. Lo scopo principale della condotta delittuosa appare essere lo sfogo della violenza che costituisce lo scopo stesso dell’aggressione”. Per il Colonnello Trombetti le Baby Gang, pur non essendo un vero e proprio fenomeno,  creano un allarme sociale elevatissimo che è necessario  contrastare facendo  rete:” Occorre un approccio olistico ed integrato da parte di tutti: famiglia, scuola, enti locali e servizi sociali”. Dopo i saluti della Presidente dell’associazione “Iuris Prudentes Salerni”, l’avvocato  Valentina Dell’Acqua, che ha ricordato che i giovani non sono soltanto  gli autori di queste condotte, ma spesso  anche le vittime:” Devono essere consapevoli dei rischi che possono correre non gestendo bene le loro emozioni, i loro gesti,  le loro azioni”,  ad  introdurre i relatori è stato l’avvocato Antonio Calabrese, Vicepresidente della “Iuris Prudentes Salerni”, che ha promosso l’incontro:”  Le baby gang si connotano per il loro modus operandi che prevede l’uso di una violenza spropositata nei confronti delle vittime individuate in soggetti considerati deboli. Il baby criminale è spinto da uno spirito di emulazione.  Si deve creare una barriera forte per ridimensionare questo fenomeno, puntando anche sulla  certezza della pena”. Il dottor Giovanfrancesco Fiore, GUP presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno, si sta occupando dell’episodio di Santa Teresa: ” Abbiamo cercato di far fare la messa alla prova a tutti i soggetti coinvolti in quell’episodio, per cercare di recuperarli: 14 ragazzi su 15 stanno facendo la messa alla prova, per ora con discreti risultati, li sto seguendo con attenzione; solo uno non ha accettato di fare la messa alla prova ed è stato già condannato  a una pena significativa con sentenza in primo grado per rissa pluriaggravata  e tentato omicidio. Questi gruppi di ragazzi spesso delinquono pur non essendo delinquenti: hanno una limitata coscienza di liceità, nel senso che si raggruppano  in bande rivali cercando di affermare un proprio predominio sull’altro gruppo commettendo reati: si parte  da quello apparentemente meno grave che è la rissa, per poi sfociare in altri reati come  lesioni, tentato omicidio. Molto diffuso tra questi ragazzi è l’uso delle armi bianche: cazzottiere, coltelli a serramanico che i minori comprano su internet. Questo fenomeno, prima di essere giuridico, è un fenomeno sociale, comportamentale e familiare. Il fenomeno è peggiorato grazie al cattivo uso  di internet, dei social  A Salerno non ci sono Baby Gang di associazioni camorristiche di minori, come avviene in altre realtà, ma ci  sono Baby Gang occasionali, composte anche di ragazzi normali, finanche di buona famiglia,  che presi dalla logica del gruppo commettono reati anche gravi”. Il dottor Fiore ha anche parlato del Daspo “Willy”: “Per i ragazzi coinvolti nell’episodio di Santa Teresa il Questore di Salerno ha disposto il divieto ad accedere ai luoghi dove sono stati commessi i reati  e alcuni di questi, appena  scappati dalla comunità,  sono andati proprio in quei luoghi e sono stati fermati dalla Polizia”.   Il dottor Fiore ha spiegato che il fenomeno delle baby gang non sta diminuendo:” Continuiamo a emettere misure cautelari personali per reati analoghi. I ragazzi non capiscono la gravità dei loro comportamenti. E’ importante l’attenzione delle famiglie che purtroppo  cercano di  minimizzare e  coprire il comportamento dei loro figli ”.  Il  dottor  Paolo Valiante, Consigliere Seconda  Sezione Penale del Tribunale di Salerno, ha auspicato che gli strumenti di repressione,  soprattutto quelli  di prevenzione di questo fenomeno , mettano questi minori che sbagliano nelle condizioni di non sbagliare più:” In modo che abbiano un significato educativo –  pedagogico anche per la generalità degli altri minori, per evitare  che anche altri arrivino a sbagliare. E’ necessario trasmettere a questi giovani un sistema di valori  efficace e il senso di far parte di una comunità. Reintegrare chi ha commesso un reato significa fare prevenzione ”. Il  professor avvocato  Antonino Sessa, Professore Ordinario di Diritto Penale presso l’Università di Salerno,  ha relazionato  sulla  sicurezza dei minori e sulle  strategie integrate necessarie per arginare  il disagio e  la devianza e promuovere l’inclusione, assicurando il rispetto delle garanzie e dei diritti fondamentali:  “Bullismo e baby gang sono due facce della stessa medaglia: il bullismo è oggetto di reclutamento per allargare la base, in modo che la vittima diventi autore. Ci si aggrega per non essere vittime. I reati commessi da questi ragazzi, benché minori, hanno una qualifica penalistica ed è necessario organizzare una reazione statale che consideri il recupero di questi soggetti rispetto all’incertezza del momento che viviamo, all’assenza di punti di riferimento, e allo sconfinamento in una fattispecie di reato. Per prevenire tutto questo l’organizzazione statale deve immaginare un percorso che, al di la della pena, sia capace di introitare condizioni di trattamento perché  questi soggetti recuperino una affermazione dell’essere   che attraverso il reato si compie.  La dimensione preventiva deve prevalere su quella repressiva: ci sono delle norme, previste dalla carta costituzionale, essendo il minore un soggetto a tutela rafforzata. La Repubblica deve prevenire, nella sua complessità, con un progetto educativo ”. A portare i saluti del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Salerno è stato il Consigliere dell’Ordine,  Saverio Maria Accarino. All’incontro, e al dibattito successivo, hanno partecipato circa quaranta alunni del “Liceo De Filippis Galdi” di Cava De’ Tirreni, diretto dalla professoressa Maria Alfano.  Presente la Presidente del “Rotary Club Salerno Est”, la dottoressa Marilena Montera. 

Aniello Palumbo

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