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Lockdown finito, arriva l'ok alla demolizione delle case abusive in Campania

Non ci sono più i motivi legati al lockdown per la pandemia Covid-19 a fermare gli ordini di demolizione delle abitazioni abusivamente costruite, e gli abbattimenti possono riprendere. Lo sottolinea la Cassazione avvertendo che “non sussistono allo stato ragioni ostative all’operatività della sanzione amministrativa accessoria” – la demolizione a carico del proprietario – alle condanne penali per abusi edilizi. Lo scrivono gli ‘ermellini’ nel verdetto che ha respinto il ricorso di una donna 54enne di Pozzuoli che ha invocato il Covid per non rispettare l’ordine di abbattere la casa delle vacanze costruita a Bacoli senza permesso. (ANSA).

Quella degli abbattimenti delle case abusive è diventata una tragedia sociale e umanitaria. In Campania è un vero e proprio dramma se si considera che solo nella zona Flegrea rischiano di rimanere senza casa 65mila famiglie. Si tratta di case di prima necessità dove vivono famiglie con bambini e che furono costruite anche 30 anni fa in territori dove non c’era certezza di piani regolatori fermi agli anni ’70 e dove il modus operandi delle amministrazioni consentiva di costruire in assenza di regole certe.

Giusto o sbagliato quelle case ora ci sono e sono abitate da persone che rischiano di vedersi buttate giù le loro case costruite con anni di sacrifici e fatica. A questo si aggiunge che migliaia di persone rischiano di rimanere in strada da un momento all’altro. Per questo motivo continua il “Coordinamento dei Comitati per la Difesa del Diritto alla Casa della Regione Campania” ha deciso di scrivere una lettera in cui chiedono la definitiva soluzione di questa enorme problematica sociale.

“Premesso che le demolizioni delle case di necessità – si legge tra l’altro nel documento inviato ai rappresentanti istituzionali del nostro Paese – stanno assumendo un carattere sempre più tragico a causa della diffusione della pandemia globale denominata COVID-19 che ha fortemente danneggiato l’economia nazionale con un impatto di forte crisi economica per le famiglie italiane. Tenuto conto che negli ultimi quarant’anni i cittadini sono stati costretti a costruire senza titolo sia a causa delle inadempienze e mancanze perpetrate dallo Stato in ambito legislativo, sia a causa delle amministrazioni locali silenti ed opportuniste che con i rappresentanti politici che negli ultimi decenni hanno trovato conveniente far proliferare l’abusivismo edilizio come strumento di ricatto politico ed elettorale, venendo meno al loro dovere di adoperare tutti i necessari strumenti urbanistici per dare a tutti la possibilità di costruire nella legalità”.

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