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Calcio

Miracolo finale di Raspadori

di Mimmo Carratelli

(da: Roma dell’11.09.2022)

Vince quel testardo di Spalletti che tiene in campo sino alla fine Raspadori, l’azzurro più deludente, forse prigioniero di una maglia troppo pesante rispetto all’allegria del Sassuolo. Raspadori, che con un “liscio” clamoroso in area aveva mancato il gol (51’), che aveva concluso due volte alto, che aveva centrato una sola volta la porta (84’ parata di Dragowski), Raspadori all’89’ decide la durissima partita contro lo Spezia (1-0) al “Maradona”. Cross di Lozano, palla mancata da Gaetano a centro-area, tocco vincente di Raspadori nell’area spezzina affollata come una metropolitana.

Raspad’oro. Un ragazzo che ha sfondato dopo un match di sofferenza sotto le grinfie del polacco Kiwior, il migliore della difesa ligure. Un ragazzo, 22 anni, che ha mostrato maturità, che ha saputo superare il pomeriggio di angustie restando in partita sino all’ultimo, sino al guizzo finale che valgono i tre punti.

Ma se il giovanotto bolognese ha consegnato al Napoli una vittoria difficile, sofferta, patita, c‘è un altro azzurro a spiccare. È Rrahmani che, 17 minuti prima del colpo vincente di Raspadori, salva la porta del Napoli, buttando via dalla linea il pallone di Kovalenko che si era inserito su un passaggio timido di Mario Rui a Meret. Salvataggio a porta vuota.

Sono stati i due momenti fondamentali della partita nell’ultimo quarto d’ora, dal possibile successo dello Spezia alla vittoria del Napoli. In mezzo, una gara che il Napoli, dopo il grande dispendio di energie di mercoledì contro il Liverpool, ha giocato con le gambe pesanti.

Spalletti, rispetto alla gara con gli inglesi, inseriva Juan Jesus in difesa (fuori Kim), restituiva la fascia sinistra a Mario Rui, utilizzava Ndombele per fare riposare Lobotka, manteneva inalterato il 4-3-3 con il tridente Politano-Raspadori-Kvaratskhelia, e l’unica novità era il ragazzo bolognese da centravanti.

Pensavamo che sarebbe stato più utile Simeone, un giocatore che in area di rigore sa farsi valere, fa un continuo movimento, fiuta il gol, è centravanti vero. La grigia partita di Raspadori sembrava darci ragione. Ma il calcio ha i suoi misteri e può sconfessarti con una sola giocata. Raspadori e Spalletti ci hanno sconfessato.

Come si prevedeva lo Spezia non è stato il… Liverpool, non ha concesso profondità al Napoli, sebbene ci fosse in campo solo Kvaratskhelia, con Osimhen fuori per infortunio, non ha offerto praterie agli azzurri, è stato ben chiuso, difesa serrata, raddoppi sugli esterni azzurri (Holm in aiuto a Ampadu su Kvara, Reca in soccorso di Nikolaou su Politano), agile a centrocampo affollando la zona con molti giocatori, Bourabia da regista arretrato, Agudelo più avanzato, e due punte di movimento, Nzola e Gyasi.

Cioè uno Spezia ben disposto in campo e un po’ padrone della partita avendo energie fresche di fronte al Napoli reduce dalla faticaccia di mercoledì. Lo Spezia non si è solo difeso, ma è stato spesso nella metà campo azzurra, anche se, poi, Meret ha dovuto compiere una sola parata di rilievo (40’ su Gyasi).

Lo Spezia correva e faceva correre la palla per stancare il Napoli. Rispetto al match col Liverpool c’erano in campo Di Lorenzo, Rrahmani, Anguissa, Politano, Kvaratskhelia, cioè mezza squadra. Erano evidenti le difficoltà soprattutto in Anguissa, mai domo, però visibilmente affaticato, perciò lento e poco lucido.

Ndombele non faceva danni, ma non aggiungeva gioco. Stanco anche Kvaratshelia, sostituito al 67’ con Simeone. Al georgiano non riusciva di saltare l’uomo, andava al tiro ripetutamente, ma una sola volta nello “specchio” con parata difficile di Dragowski (15’).

In mancanza di Lobotka, era piuttosto Rrahmani a fare da regista dalle retrovie, ma poi, negli ultimi trenta metri, non c’era un pertugio contro le schiere serrate dello Spezia che speculava sull’affanno del Napoli tenendo palla, facendola girare, proiettandosi in avanti.

Di Lorenzo aveva da fronteggiare un temibile Gyasi, sul quale usciva Rrahmani quando il terzino andava avanti, e Juan Jesus se la cavava su Nzola. Era però una partita in bilico, lo Spezia fiutava il colpo grosso come gli era riuscito due volte a Fuorigrotta.

Il Napoli non ha mai mollato, da squadra adulta, ha tenuto le distanze, non s’è allungato, ha accettato il confronto duro, difficile, ed ha retto.

Nella ripresa, i cambi attesissimi, ma non Simeone per Raspadori. Subito, invece, Lobotka per Ndombele, un po’ di luce a centrocampo. Lo slovacco, pur senza il solito brio, muoveva meglio la palla. Spalletti aggiungeva Zielinski per Anguissa e Lozano per Politano (57’). Migliorava il centrocampo azzurro, ma c’era la muraglia spezzina che non dava spazio, difficili le imbucate, problematico il gioco sulle fasce.

Quale poteva essere la soluzione per abbattere la resistenza ligure? Simeone per Kvratskhelia (76’), il Cholito centravanti, Raspadori all’ala sinistra (capace, il ragazzo, di coprire più ruoli). Poi, Gaetano per Elmas (75’) dopo che l’anarchico macedone aveva molto confuso la difesa dello Spezia e se stesso.

Piazzavano buoni tiri, ma centrali, Zielinski (60’) e Gaetano (79’), Dragowski sempre attento. Non c’era verso di passare e lo Spezia era sempre pronto a rovesciarsi nella metà campo del Napoli impiegando giocatori freschi (Kovalenko, Hristov in difesa, Ellertsson e Sala a centrocampo).

Il pericolo correva sul filo. L’occasione di Kovalenko metteva brividi profondi, il salvataggio di Rrrahmani (il migliore degli azzurri) teneva il Napoli a galla. E arrivava il premio del gol di Raspadori dopo una immensa fatica, lo Spezia in ginocchio sul filo di lana.

Martedì si torna in Champions, trasferta scozzese a Glasgow contro i Rangers. Per il momento respiriamo. Lo Spezia ci ha succhiato tutte le energie. Spalletti espulso alla fine. Lo stress e l’adrenalina sono stati tanti. Ma se il tecnico ha sette viti nella scapola fratturata, il Napoli ha sette vite in campo e il gatto magico è stato Jack Raspadori.

NAPOLI-SPEZIA 1-0 (0-0)

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Loreno, Rrahmani, Juan Jesus, Mario Rui; Anguissa (57’ Zielinski), Nombele (46’ Lobotka), Elmas (75’ Gaetano); Politano (57’ Lozano), Raspadori, Kvaratskhelia (67’ Simeone).

SPEZIA (3-5-2): Dragowski; Ampadu (70’ Hristov), Kiwior, Nikolaou; Holm, Agudelo (81’ Sala), Bourabia (70’ Ellertsson), Bastoni (63’ Kovalenko), Reca; Nzola, Gyasi.

ARBITRO: Santoro (Messina).

RETI: 89’ Raspadori.

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