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M5S, Vassallo: “Carceri, dalla Campania un modello di reinserimento sociale”

Il candidato al collegio uninominale alla Camera Eboli – Cilento: “Su invito del garante regionale Samuele Ciambriello domani sarò presente alle ore 15:30 alla manifestazione fuori Poggioreale”

«I dati illustrati dal Garante dei detenuti della Regione Campania Samuele Ciambriello rappresentano una realtà sempre più preoccupante, che vede nel sovraffollamento il problema maggiore.

Per queste ragioni domani sarò parteciperò alla manifestazione “Fame di Giustizia e sete di Libertà: i diritti generano diritti”: alle 15.30 davanti al Carcere di Poggioreale insieme al Garante dei detenuti Samuele Ciambriello.

Da medico sono già stato nelle carceri e ho avuto modo di toccare con mano la situazione sanitaria degli istituti penitenziari e la condizione di quelli campani è allarmante. Sovraffollamento, lunghe attese per le visite specialistiche, assenza di figure professionali con formazione specifica sono solo alcune delle criticità. Senza dimenticare le tormentate procedure di trasferimento dei detenuti presso i luoghi di cura e le liste d’attesa bibliche». A dirlo è Dario Vassallo candidato nel collegio uninominale Camera Eboli.

Vassallo accoglie, così, l’invito del Garante per una riflessione ampia sul carcere, tra indifferenza e diritti, portando alla luce le problematiche degli istituti penitenziari, dalla carenza di personale specializzato, di educatori, di psicologi e psichiatri, ma soprattutto un piano di reinserimento sociale concreto, che superi ogni forma di discriminazione.

«Come cittadini che si candidano a rappresentare le istituzioni, abbiamo il dovere di impegnarci per garantire maggiore dignità ai detenuti – spiega Dario Vassallo – Non è la prima volta che entro in contatto con le strutture detentive, attraverso progetti sociali e come medico. Con il Garante dei detenuti Samuele Ciambriello, con le realtà associative e i volontari che operano ogni giorno al fianco dei detenuti, mi impegnerò a portare queste battaglie in Parlamento perché il carcere diventi un luogo dignitoso per chi sta scontando una pena e per chi, con dedizione e sacrificio, ci lavora quotidianamente. Soprattutto, occorre creare le condizioni per una ri-educazione dei detenuti, per un ritorno alla vita e alla comunità dopo l’esperienza del carcere, nel rispetto della dignità di vita di ogni uomo e credendo fortemente nelle potenzialità di recupero e reintegro».–

Ufficio Stampa

Nicola Arpaia

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