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Mihajlovic esonerato dal Bologna, il mondo del calcio si divide

Sinisa Mihajlovic non è più l’allenatore del Bologna. Il tecnico serbo è stato esonerato dopo un inizio campionato incerto (tre punti in cinque gare) e dopo aver ottenuto soltanto 5 vittore nelle ultime 25 partite. Finisce così dopo 1317 giorni l’avventura bella e difficile e contrassegnata anche dalla lotta alla leucemia di Sinisa. Proprio su questo punto, il web – ma anche giornalisti e addetti ai lavori – si è diviso. Da un lato c’è chi ha reputato giusto esonerare l’allenatore visti gli scarsi risultati sul campo. Dall’altro c’è chi invece avrebbe dato più tempo a Mihajlovic, ritenendo la sua lotta alla malattia un ostacolo che, inevitabilmente, potrebbe aver avuto ripercussioni sul lavoro quotidiano.

“Il Bologna ha esonerato Mihajlovic. Per come la vedo io è una ca**ata, ma non perché “poverino, è malato, non si fa”, semmai perché non c’era alcun motivo “tecnico”. Il Bologna nel 21-22 ha chiuso al 13° posto con 46 punti, non so quanti avrebbero fatto meglio. Peccato” è il pensiero di Fabrizio Biasin, noto giornalista sportivo.

Le sue parole hanno scatenato i commenti dei tifosi“Magari è stato lui a dire alla società che non ce la fa più a reggere (mi auguro di no). A San Siro, riusciva a stare in piedi pochi minuti, e poi mandava il secondo a urlare in campo”. Un altro tifoso, aggiunge: “Il Bologna paga per avere un tecnico e non il suo staff, la squadra ha un potenziale molto più alto del vivacchiare fuori dalla zona retrocessione. Non era difficile fare meglio. C’erano i motivi tecnici. Dall’estate scorsa non ha più trovato la quadra, una squadra senza gioco, giocatori mal utilizzati, dannose gerarchie nello spogliatoio, conferenze stampa indignanti. Si è giudicato l’allenatore e andava esonerato”.

Tanti altri tifosi, invece, si dicono in totale disaccordo con la società: “Come si fa a esonerare un tecnico che l’anno prima ti ha fatto fare 46 punti?”, o ancora: “Già so che ci pentiremo di questa scelta, Sinisa uno di noi!!”.

Il commento di Ivan Zazzaroni e Marino Bartoletti sull’esonero di Mihajlovic

Sul Corriere dello Sport, il direttore Ivan Zazzaroni ha detto la sua sull’esonero di Mihajlovic. “Licenziato, esonerato, cacciato, silurato: la sostanza non cambia, al lettore la scelta. Mandato via proprio nei giorni in cui Mihajlovic sta meglio: ha messo su 4 chili, recuperato energia. Joey Saputo, uomo di numeri, impazienze e latticini, sempre convinto di avergli consegnato il Real, avrebbe voluto chiudere con lui già a febbraio, soltanto il ripresentarsi della malattia lo indusse a non spingersi oltre il confine del pudore: il divorzio sarebbe risultato impopolarissimo nel periodo in cui all’allenatore veniva prospettato il secondo trapianto di midollo” si legge.

Secondo Zazzaroni, i risultati ottenuti fino ad oggi dal Bologna non possono essere gli artefici della decisione. Secondo il direttore di mezzo ci sarebbe la malattia: “Fuori per motivi tecnici, questo ha preteso che fosse scritto Sinisa: nessun accenno alla malattia. Ma i tre punti nelle prime cinque partite non possono essere, e non sono, la vera ragione dell’esonero, non lo spiegano, giustificano. Perché sono i punti di una squadra che ha venduto tre pezzi importanti (Svanberg, Theate e Hickey) incassando 45 milioni e acquistato seconde e terze scelte, dovendo – con il ricavato delle cessioni – coprire il buco creato da alcuni obblighi d’acquisto scaduti”.

“Il canadese Saputo è il padre del licenziamento e deve assumersene la responsabilità: ridicolo che la società abbia inseguito la condivisione di questa decisione. Sinisa voleva restare per completare alla grande un’indimenticabile, terribile, ma anche dolce avventura. Se ci saranno risparmiate esibizioni di amarezza dirigenziale e altre ipocrisie di facciata, saremo grati a una proprietà troppo distante, non solo fisicamente, dal nostro ideale” conclude Zazzaroni.

In merito all’esonero del tecnico serbo, è arrivato anche il commento di Marino Bartoletti“Mihajlovic è stato esonerato dal Bologna. È il primo tecnico della Serie A che viene licenziato quest’anno. “Umanità” a parte, siamo sicuri che le cose miglioreranno? A questo punto auguro con tutto il cuore a Sinisa di concentrarsi sulla partita che conta veramente. Forza guerriero!”.

Il gesto di De Zerbi

Il nome in cima alla lista dei desideri del Bologna come post Mihajlovic era quello di Roberto De Zerbi. Il tecnico ex Napoli, però, aveva messo una sola condizione cardine: sarebbe diventato il nuovo tecnico emiliano soltanto se Sinisa si fosse dimesso e non se fosse stato esonerato. Motivo per cui, come rivelato dal CdS, la dirigenza rossoblu ha tentato in tutti i modi di far firmare le dimissioni al serbo che, però, non ha fatto un passo indietro restando deciso sulla sua posizione.

Il gesto di De Zerbi ha fatto supporre una presa di posizione per amicizia tra i due allenatori. In realtà, non c’è alcun legame particolare tra De Zerbi e Mihajlovic: i due a malapena si conoscono, non sono amici, non si sono frequentati. Soltanto, l’ex allenatore del Sassuolo ha fatto una scelta “umana”. Ma per lui irrinunciabile.

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