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Napoli, Raspadori spinto da Mertens ci riprova in Champions

NAPOLI – Una premonizione che vale una benedizione. «Sapevo che facevi gol, complimenti amico mio». Dries Mertens, uno che di gol tinti d’azzurro s’intende un pochino, lo aveva previsto: era convinto che il suo successore avrebbe segnato con lo Spezia e l’ha annunciato a tutto il mondo social. Alé. A te, Jack: «Emozioni da brividi». E che brividi e che liberazione: il graffio della vittoria dopo una prestazione piena di volontà ma anche di imprecisione, di errori, di tiri messi in fila un po’ così. Il bilancio finale? Il migliore possibile: il Napoli doveva vincere, se l’era imposto e lo imponevano le ambizioni, e se domenica la sfida con il Milan a San Siro varrà ancora il primo posto è soprattutto merito del fiuto di Raspadori. L’uomo del gol decisivo, dell’1-0 firmato a un minuto dal novantesimo sparando in porta il pallone più pesante e rovente possibile: senza Osimhen, infortunato e neanche banalmente, a Spalletti faranno molto comodo le soluzioni alternative. In campionato e in Champions. Già, la grande coppa: la prima non è andata, nel senso che con il Liverpool non è entrato, però l’impressione è che mercoledì a Glasgow possa celebrare il suo esordio. Dall’inizio o a partita in corso, si vedrà: basterebbe esserci. Basterebbe un Raspa-gol.

Lampo Raspadori e Spezia ko: il Napoli si prende la vetta

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Lampo Raspadori e Spezia ko: il Napoli si prende la vetta

Raspadori e Mertens

E allora, i numeri di Jack: una rete – la prima della sua nuova era -, 3 punti e la vetta della classifica in condominio con Atalanta e Milan. Guarda caso il prossimo avversario: domenica a Milano, inutile nasconderlo, si giocherà avvolti da un mantello di sogni di gloria. Gli stessi che Raspadori ha coltivato, con tenacia, quando il Napoli ha bussato alla porta del Sassuolo. Un investimento da 35 milioni complessivi, tra base fissa e bonus, che significa prestigio ma anche pressione: da lui si aspettano tutti tanto, in nome del suo grande talento, e la partita con la Spezia è servita prima a soffrire, a temprare il carattere e rinforzare le spalle, e poi a dimezzare il peso delle aspettative. «L’abbiamo cercata fino alla fine e siamo riusciti a portare a casa la vittoria! Emozioni da brividi», ha scritto lui su Instagram. E in calce, il messaggio di Mertens. Il nuovo amico. L’uomo di cui, tutto sommato, ha preso il posto nel sistema di Spalletti.

Raspadori, camaleonte del Napoli

Un jolly, a dire il vero: sabato ha cominciato da centravanti al posto di Osi e poi, dopo l’ingresso del Cholito, ha prima recitato da esterno sinistro del tridente e poi s’è spostato sull’asse sinistro del tris di trequarti. Con Fiorentina e Lecce, invece, ha recitato a ridosso della punta, e ciò significa che per il signor Luciano è una sorta di camaleonte tattico. Un camaleonte azzurro. E ora, dicevamo, la Champions: gli manca, a 22 anni non l’ha ancora giocata e anzi in Europa non ha mai collezionato un minuto in vita sua. Ha festeggiato il 4-1 con il Liverpool nel Maradona più bello possibile annusando l’aria dei Campioni, sì, ma con i Reds non ha avuto spazio. Bene: domani si vola a Glasgow e mercoledì si va in scena con i Rangers a Ibrox, una cattedrale, e senza Osi e con Lozano limitato da una sindrome parainfluenzale ci sarà bisogno di tutti. Soprattutto di quelli che sanno come si fa: un gol decisivo, certo.

Champions League, rinviata Rangers-Napoli

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