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Niko Pandetta, in carcere, ancora artista più seguito su YouTube

L’uscita di “Ricorso inammissibile” fa impennare i click sui contenuti di Niko Pandetta, neomelodico convertito alla trap, all’interno della piattaforma YouTube in Italia nell’ultima settimana nella quale risulta essere ancora l’artista piu’ ascoltato.

Il 19 ottobre era stato arrestato in via Lessona, una strada del quartiere nella periferia nord-ovest di Milano. Pandetta, noto per una serie di canzoni dai testi provocatori e per la parentela con un boss mafioso in carcere dal 1993, dopo essere uscito dall’appartamento dove avrebbe trascorso i suoi ultimi giorni in libertà, era salito a bordo di un’auto guidata da un amico. Quando la vettura si era fermata al semaforo rosso, era scattata l’operazione della polizia.

Pandetta, vincitore di due dischi d’oro, 31 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato su mandato della procura generale di Catania in seguito a un cumulo di pene, una sentenza a 4 anni con l’accusa di spaccio appena passata in giudicato e una vecchia condanna a 5 mesi per evasione. Si è superata così la soglia di 4 anni e 5 mesi, oltre la quale non scatta il provvedimento di arresto.

Una settimana prima aveva scritto ai follower: “Sono abituato agli spazi stretti, alle case piccole, alle celle, alla scena italiana. Quando tornerò là, mi porterò il vostro affetto. Da dentro vi darò nuova musica. Uscirò e mi vedrete più forte di prima”.

Così il trapper ex neomelodico Vincenzo “Niko” Pandetta aveva salutato i fan, dopo che la Cassazione aveva reso definitiva una pena di 4 anni e 5 anni per spaccio ed evasione. Tuttavia, dopo quel video l’artista era sparito nel nulla, pur continuando a dare segnali via social geolocalizzandosi a Milano. E proprio qui gli agenti della sezione “Criminalità organizzata” della Squadra mobile, coordinati dal dirigente Marco Calì e dal funzionario Nicola Lelario, lo hanno arrestato il mese scorso.Alloggiava in un bed&breakfast di via Michetti, in Bovisa.

Vincenzo Pandetta, in arte Niko, era salito agli onori delle cronache qualche anno fa, quando aveva dedicato (pentendosene in un secondo momento) una canzone allo zio Turi Cappello, boss catanese dal 1993 al 41-bis. Nel frattempo sono arrivati i guai con la giustizia e l’indagine della Mobile di Catania su un traffico di droga tra Sicilia e Calabria.

Ieri la cattura in una città che frequentava spesso, come testimonia il filmato che lo ritrae al secondo anello blu di San Siro per il derby del 3 settembre mentre intona la hit “Pistole nella Fendi” tra gli ultrà milanisti.

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