“Non li perdonerò mai”, parla la moglie di Maurizio Cerrato: ricostruita la dinamica dell’omicidio

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Maurizio Cerrato, la moglie Tania e la figlia Maria Adriana all'esterno del tribunale di Torre Annunziata

Mia figlia di sette anni crescerà senza il padre, non li perdonerò mai“. Sono queste le prime parole di Tania Sorrentino, la moglie di Maurizio Cerrato, dopo l’arresto dei quattro presunti aggressori. La donna, visibilmente provata da giorni di dolore, è giunta al tribunale di Torre Annunziata dopo il fermo dei quattro indiziati dell’omicidio del marito. Con lei la figlia Maria Adriana, testimone inerme della violenza del branco, e la sorella piccola di appena sette anni. Le forze dell’ordine hanno assicurato alla giustizia gli aggressori che hanno ferocemente aggredito e ucciso l’uomo in seguito ad un diverbio per un parcheggio. Una morte che ha sconvolto tutti in città, facendo scricchiolare il velo di omertà consueto e conosciuto in realtà ad alto tasso di criminalità.

Giorgio Scaramella 51 anni, Domenico Scaramella 51 anni, Antonio Venditto, 26 anni, Antonio Cirillo 33 anni sono stati arrestati per l’omicidio di Maurizio Cerrato questa notte e trasferiti nel carcere di Poggioreale. Resta indagata la sorella di uno degli arrestati.

Lui non ha avuto paura e io non ne avrò mai. Voglio che chi ha ucciso mio padre paghi. Torre Annunziata non è solo quella dell’omertà, ma deve cambiare se no andranno via tutti. Sono dei vigliacchi, ci sono volute quattro persone per bloccarlo e ucciderlo. Altrimenti non ci sarebbero riusciti mai“, ha dichiarato la giovane figlia che porta ancora i segni dell’aggressione.

La dinamica dell’omicidio di Maurizio Cerrato

Maurizio Cerrato, 61enne custode del parco archeologico di Pompei, è rimasto vittima di una vile aggressione, una vera e propria spedizione punitiva. Gli investigatori hanno appurato che alcune ore prima dell’omicidio la figlia della vittima aveva parcheggiato l’auto in un’area occupata arbitrariamente con una sedia. La giovane, spostato l’intralcio, avrebbe poi parcheggiato. Per ritorsione le sarebbe stato forato uno pneumatico. Al ritorno da lavoro, la giovane avrebbe chiamato il padre per la sostituzione della ruota. Sarebbe nata una prima aggressione da parte di uno degli appartenenti alla famiglia che avrebbe ferito Maurizio Cerrato con un crick. Allontanatosi, sarebbe arrivato poco dopo con il resto della famiglia che avrebbe poi aggredito e picchiato violentemente la vittima accoltellata al torace da uno degli aggressori, mentre gli altri lo tenevano fermo.