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Omicidio a Secondigliano, Amato junior confessa in aula:«Sono stato io»

A puntare il dito contro di lui una serie di pentiti. Tutti ex colonnelli degli Amato-Pagano che hanno accusato Raffaele Amato junior di aver ucciso Giuseppe Moliterno il 2 ottobre del 2007. Per quel delitto, avvenuto nel post prima faida, il rampollo degli Scissionisti è stato raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere, provvedimento già notificato mesi fa a Carmine Pagano e Vincenzo Notturno (leggi qui l’articolo). Un delitto cruento che, come ribadito dai collaboratori di giustizia, fu compiuto dal figlio di Rosaria Pagano quando era ancora minorenne. Amato Junior questa mattina, ascoltato presso il tribunale dei minori di Napoli (dottoressa Paola Brunese) durante l’interrogatorio ha ammesso i propri addebiti confessando il delitto. Il giovane, difeso dall’abile avvocato Luigi Senese, spera adesso in un ridimensionamento della condanna.

Il ‘battesimo del sangue’ di Amato junior

Quel delitto, secondo le ‘voci di dentro’ del clan rappresentò il vero e proprio ‘battesimo del sangue’ per Amato junior. Tra i primi a parlarne l’ex colonnello degli Amato-Pagano Carmine Cerrato che ha spiegato che Moliterno fu condannato a morte dal clan per aver intrattenuto una relazione con la compagna di un altro affiliato:«C’era un nostro affiliato direttamente al clan Amato-Pagano con il ruolo di trafficante di droga, gestisce una delle due piazze di spaccio della 219 di Melico che sono entrambe riferibili ai nipoti di Amato, ossia Carmine Pagano ed Amato Raffaele junior. Non conosco omicidi da lui commessi però è molto amato dai nipoti di Raffaele Amato, infatti i nipoti di Amato, ossia Carmine Amato e Raffaele Amato junior hanno chiesto agli zii Cesare Pagano e Raffaele Amato che si commettesse un omicidio per difendere l’onore di Capitone. La vittima è stata Giuseppe Moliterno ed a commettere l’omicidio è stato, se non sbaglio, lo stesso Amato Raffaele Junior e Notturno Vincenzo detto Vector. Ho detto di non essere certo degli autori materiali dell’omicidio in quanto ricordo che uno o due giorni dopo l’omicidio Moliterno mi recai a Mugnano nella cosa di Amato Raffaele. Ricordo che Amato stava parlando proprio con il nipote Raffaele junior e Notturno, udii che Amato diceva loro di allontanarsi dalla zona, perciò io capii che gli stessi dovevano essere coinvolti nell’omicidio in quanto era nostra prassi che i soli killer si allontanavano dalle zone di nostra abituale frequentazione dopo che avevano commesso un omicidio. Ricordo però che Amato Raffaele Junior, tutto euforico, mentre lasciava la casa dello zio mi salutò dicendomi le seguenti parole “L’agg r’ate proprio o’mal” senza precisare la persona cui lui aveva fatto del male, perciò lo ho intuito che la persona cui egli aveva fiuto del male era Moliterno. Questo che era un nostro affiliato del sottogruppo di Melito, aveva commesso lo sbaglio d’intrattenere una relazione adulterina con la compagna di ….. e per tale motivo doveva essere ucciso».

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