Pistola contro i rapinatori durante i festeggiamenti, scarcerato Paparo

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Da sinistra Giuliano Paparo e Marcello Sorrentino

Per il gip aveva usato modi da ‘sceriffo’ confermando la misura cautelare del carcere. L’ha pensata diversamente il tribunale del Riesame di Napoli (VIII sezione) che questa sera ha scarcerato Giuliano Paparo. L’uomo rispondeva di porto d’arma in luogo pubblico. I fatti erano accaduti durante i festeggiamenti per la vittoria dell’Italia agli Europei quando un poliziotto libero da servizio aveva fermato Marcello Sorrentino, ritenuto responsabile di una rapina ai danni della figlia dello stesso Paparo. A nulla erano valse le spiegazioni dello stesso Paparo dinnanzi al gip. E invece oggi ad avere la meglio sono state le argomentazioni del legale di Paparo, l’abile avvocato Michele Caiafa. Il legale ha evidenziato l’omesso invio dei video da parte del pm e così il tribunale della libertà non ha potuto fare altro che dichiarare l’inefficacia della misura cautelare.

La versione di Paparo

Paparo aveva spiegato agli uomini della squadra mobile, di essere intervenuto dopo la chiamata dalla figlia che poco prima aveva subito la rapina del suo scooter da Sorrentino e da un complice ancora in via di identificazione. La giovane, all’arrivo del padre, avrebbe indicato all’uomo i due giovani identificandoli così come gli autori della rapina. Paparo ha così raccontato di aver speronato Sorrentino e di averlo disarmato. Subito dopo sarebbe intervenuto l’agente e da lì sarebbe scaturita una colluttazione con conseguente ferimento del poliziotto. Quest’ultimo colpito all’addome e nella zona dorsale da un colpo di arma da fuoco esploso durante la colluttazione. Il Riesame ha dunque accolto la tesi dell’avvocato Caiafa decidendo sulla scarcerazione con l’uomo che ha così potuto far ritorno a Secondigliano.