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Positano: “Da Adolfo” a Laurito, un’istituzione che non tramonta mai

Positano: “Da Adolfo” a Laurito, un’istituzione che non tramonta mai. “Da Adolfo” a Laurito, è il simbolo di Positano e della Costiera Amalfitana nel mondo, nella spiaggia incastonata tra le rocce, la laguna blu della Campania. Ed è proprio qui che si trova ancora la vera Positano.

Infatti, sono pochi i posti rimasti uguali a se stessi nel corso degli anni: tra questi, sicuramente c’è “Da Adolfo” a Laurito. È l’unico posto al mondo dove, praticamente sotto una baracca, si possono incontrare vip di ogni genere. Ma, nonostante sia tra i luoghi favoriti dei vip di tutto il mondo, qui si riesce a trovare ancora una grande umanità e semplicità da parte dei titolari.

In un luogo trasformato, modificatosi nel corso degli anni e diventato la grande meta turistica che oggi conosciamo, “Da Adolfo” a Laurito è rimasto fedele a se stesso. E sono tanti gli stranieri che vengono nella città verticale appositamente per loro.

Il ristorante sulla spiaggia Da Adolfo è un’istituzione positanese – si legge sul sito Sirenuse.it -. La loro barca “pesce rosso”, che parte dalla spiaggia principale della località della Costiera Amalfitana, è uno spettacolo familiare per i visitatori abituali.

Ogni giorno, in stagione, traghetta gli ospiti verso est lungo la costa fino all’insenatura rocciosa di Laurito, accessibile a piedi solo da escursionisti esperti e con la testa per le altezze. Qui, il gentile gigante Sergio Bella accoglie tutti i visitatori nella semplice ma piuttosto speciale trattoria beachcomber che ha ereditato da suo padre Adolfo, il cui soprannome locale era “Pinkerton”.

Era un bel personaggio, dice Sergio. Imprigionato nell’isola greca di Creta durante la seconda guerra mondiale, Adolfo riuscì a fuggire e a fare ritorno in Italia dove si unì a un’unità di resistenza partigiana antifascista nei pressi di Parma, partecipando a numerose missioni di sabotaggio. Rientrato nella natia Positano dopo la guerra, avvia una piccola attività di noleggio di biciclette, scooter e auto, ma lavora anche nella stagione estiva come maestro di sci nautico per i villeggianti che iniziano, negli anni ’50, a scoprire il fascino della il resort.

Tra questi c’era una graziosa ragazza americana, Lucille, che divenne sua moglie, gli diede tre figli e lo aiutò a realizzare il suo sogno: un semplice bar sulla spiaggia nella baia deserta di Laurito, un luogo che ricordava ad Adolfo la bellezza selvaggia di Creta, che aveva imparato ad amare nonostante fosse confinato lì come prigioniero di guerra. Quando si è trattato di creare un segno per la barca che avrebbe portato gli ospiti qui a pranzo, un pesce era il simbolo ovvio di questo angolo di paradiso lambito dalle onde e il rosso il colore ovvio per dipingerlo, date le simpatie comuniste di Adolfo per tutta la vita.

Oggi Da Adolfo è semplice e genuino come sempre, ma la sua clientela è ampia e internazionale, con celebrità, capitani d’industria e personaggi politici di spicco sparsi nel mix. Vengono per quella mozzarella grigliata, adagiata su una profumata foglia di limone raccolta dagli alberi che crescono spontaneamente sui pendii sovrastanti la cala, ma anche per i classici sempreverdi come la zuppa di cozze, gli scialatielli con i totani, un sapido e rustico connubio di sapori di pomodoro, zucchine fritte e frutti di mare; oppure un trancio di tonno scottato servito con un pesto delicato di parmigiano, lattuga e carota. E naturalmente un bicchierino di liquore al finocchio da chiudere in bellezza, come dicono gli italiani, per finire in stato di grazia.

Il pranzo al Da Adolfo è puro teatro culinario, mentre il cameriere Peppe scherza con gli ospiti, gli ordini vengono gridati in cucina venti gradini sopra la terrazza all’aperto del ristorante e i commensali guardano divertiti mentre un’onda particolarmente forte sfida una barca carica di nuovi arrivati ​​a saltare dal molo spiaggiarsi senza bagnarsi i piedi. “A pranzo da Adolfo”, commenta una signora su un tavolo vicino mentre assistiamo all’azione, “Penso che sarei disposta a saltare in mare con tutti i miei vestiti addosso”.

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