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Reggio Calabria, il Circolo “Gli amici della caccia” invita a un voto di salvaguardia del mondo venatorio alle prossime Elezioni

Il Circolo “Gli amici della caccia” invita i cacciatori italiani a un voto consapevole e informato nell’ottica della salvaguardia della caccia e del mondo rurale

Il Circolo “Gli amici della caccia”, nell’approssimarsi delle elezioni politiche del 25 settembre 2022, chiede alle associazioni venatorie di potersi interfacciare con i partiti politici affinché vengano stilati dei programmi chiari e concordi con il mondo rurale e venatorio al fine di rendere edotto ogni elettore cacciatore, pescatore e/o agricoltore sugli intenti politici dei candidati e dei loro partiti di appartenenza riguardo le tematiche di riferimento.

Pur essendo un gruppo apolitico, il Circolo scrivente è attento alle problematiche comuni del mondo venatorio e invita pertanto gli elettori cacciatori a informarsi e soffermarsi sui programmi politici presenti, alcuni dei quali sono in netta contrapposizione con il mondo agricolo venatorio poiché hanno posto, tra le loro priorità politiche, la tutela del benessere animale con modifiche sostanziali e negative nei confronti degli allevamenti e dell’attività venatoria.

Tenendo in buon conto che la politica ha da sempre fallito nelle aspettative di ogni cittadino in riferimento ai bisogno primari della società (lavoro, sanità,  trasporti, sicurezza etcetera), la scelta dovrà ricadere nei confronti di chi dimostra coerenza in modo chiaro ed esplicito in favore della caccia, essendo quest’ultima capro espiatorio e facile bersaglio di una classe politica che mira a raccogliere il consenso elettorale anche demonizzando e attaccando un’attività economica, sociale, ricreativa, tradizionale e di utilità pubblica considerata in maniera illogica e ipocrita dai detrattori come il male dell’ambiente e della società moderna globalizzata e cementificata a discapito principalmente della tutela del benessere animale, tutela ritenuta superiore al Welfare State umano.

Purtroppo si legge infatti che tra i programmi di certi partiti c’è l’abolizione della caccia unitamente al cashback veterinario, la lotta al randagismo e la riforma degli allevamenti; proposta che qualora andasse in porto, affosserebbe completamente un comparto sociale ed economico stimato con un fatturato di 7,9 miliardi di euro pari a più di mezzo punto sul Prodotto Interno Lordo Nazionale italiano.

Il Circolo Amici della Caccia pertanto invita tutti i cacciatori italiani, pur non potendo dare indicazioni di voto dirette, a votare in scienza e coscienza non solo nell’ottica individuale di ideologie politiche pregresse e dubbie promesse elettorali nell’ambito di una comune visione offuscata e pessimistica della politica Italiana, ma nell’ottica collettiva di uno Stato democratico che dovrebbe essere fondata sul rispetto e la tutela non di singole minoranze sociali appannaggio ad oggi di determinati partiti politici, bensì di multiple categorie sociali meritevoli in maniera paritaria e univoca di una “reformatio in melius” delle normative di riferimento, da troppo tempo a svantaggio di coloro che seppur ritenuti minoranza obsoleta e socialmente atipica e a tratti pericolosa da “abolire”, sono chiamati a votare dall’alto del loro pieno godimento dei diritti civili e politici attestato da una licenza rilasciata dall’autorità di Pubblica Sicurezza che inoltre conferma orgogliosamente l’appartenenza a una categoria sociale sana, onesta, portatrice di valori e ideologie in linea con la società rurale tradizione di anni orsono caratteristica del nostro Paese, in lenta ed inesorabile decadenza generazionale e culturale contrapposta a una società moderna superficiale, ipocrita, conformista e non scevra da brogli e contraddizioni”. È quanto si legge in un comunicato stampa inviato dal Circolo “Gli amici della caccia” di Reggio Calabria.

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