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Reggio Calabria, il presidente Marra: “quest'anno la Festa di Madonna è più sentita rispetto al passato”

Enzo Marra Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Reggio Calabria, Marra: “quest’anno, dopo distacchi e divieti, la settimana di Festa ha assunto un sapore diverso, più atteso e forse più sentito rispetto al passato”

“La nostra città nutre la sua identità attraverso una devozione autentica verso la Madonna della Consolazione, i cui simboli religiosi ispirano valori spirituali e sentimenti ancestralmente legati alla tradizione. Reggio Calabria è grata alla sua Patrona per i grandi interventi salvifici al cospetto di eventi tremendi che il mito e la storia stessa, ci ha raccontato. La sciagura della peste, le gravi calamità dei terremoti, le tante aggressioni subite da popoli stranieri e la grande pandemia che negli ultimi anni ha spazzato via la nostra quotidianità”, è quanto afferma Enzo Marra, presidente del consiglio comunale di Reggio Calabria. “E quest’anno -prosegue- dopo distacchi e divieti, la settimana di Festa ha assunto un sapore diverso, più atteso e forse più sentito rispetto al passato. In questi giorni di fermento, la città coglie nella totalità della sua bellezza, l’espressione di una fede che viene manifestata con orgoglio e commozione attraverso una coinvolgente propensione tramandata dalle famiglie, di generazione in generazione. Alla Vergine e Madre di Reggio, nel percorso processionale e non solo, la comunità affida le proprie preghiere e le proprie speranze, in un bisogno quasi viscerale di lasciarsi avvolgere dal suo abbraccio, per sentire vivo un conforto materno in un momento, che nonostante la presenza di migliaia di anime, diventa uno spazio intimo. Credenti e laici, incredibilmente in egual misura, vogliono avvicinarsi alla Sacra Effigie per lasciarsi conquistare dalla sua grazia, come ad essere raggiunti da una carezza che possa proteggerli nel lungo viaggio della vita”.

“Le si chiede conforto e carità, ma con deferenza la si accompagna in Cattedrale, per poterla venerare nei tre mesi in cui sarà sull’altare centrale del Duomo, e poi la ‘riaccompagna’, a novembre nel suo Eremo. Grazie a S.E. Morrone per l’accorato appello che ha voluto rivolgere ai giovani. Il ‘segno di un incontro’ che non si traduce in una semplice e formale attenzione, ma un impegno che punta alla costruzione solida di un patto generazionale. Soprattutto a loro, ai giovani – noi istituzioni, con la responsabilità che deriva dal nostro mandato – dobbiamo indirizzare la nostra partecipazione pubblica, in uno sforzo di serietà e competenza, per il quale saremo chiamati a giudizio da chi ha il dovere di guardare e pianificare il futuro. Combattere la rassegnazione e spingere le nuove generazioni verso rivendicazioni politiche che guardino al bene comune. Con questo spirito di servizio, una classe dirigente potrà definirsi credibile agli occhi dei propri cittadini, che sapranno cogliere l’essenza della testimonianza”, conclude Marra.


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