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Ricordando Radmilli a cento anni dalla nascita: Grotta La Porta, alla scoperta della Positano Preistorica – Positanonews

Positano (SA) – Il primo a farmi conoscere la figura di Antonio Mario Radmilli fu l’avv. Renato De Angelis molti anni fa, mi raccontò di un’ascia in pietra di forma triangolare, della lunghezza di circa 20 centimetri, rinvenuto a Termini (Massa Lubrense) visionata dalla stessa Paola Zancani Montuoro, che invitò lo stesso Renato De Angelis a chiamare degli studiosi specialisti per un saggio dei luoghi. Così giunsero in penisola sorrentina Antonio Mario Radmilli ed Ezio Tongiorgi, dell’Istituto di Antropologia e Paleontologia Umana dell’Università di Pisa. I due studiosi non si limitarono però a individuare e studiare i siti preistorici della penisola sorrentina ma si spostarono anche sul versante amalfitano. Nel 1956, infatti, all’interno della parete rocciosa di una piccola conca costiera denominata “La Porta”, a circa 80 metri sul livello del mare, nel territorio comunale di Positano furono eseguiti alcuni scavi che consentirono agli archeologi Antonio Mario Radmilli ed Ezio Tongiorgi di identificare per la prima volta l’esistenza di un Mesolitico italiano, fino ad allora non riconosciuto dagli esperti di preistoria. Sulla base dei dati rilevati, i due studiosi attribuirono la frequentazione del luogo a diversi momenti compresi tra la fine del Pleistocene e l’inizio dell’Olocene, coincidenti, da un punto di vista archeologico, con la fine del Paleolitico superiore e il Mesolitico. Il modesto numero di frammenti ossei recuperati permise di stabilire che le pratiche venatorie degli antichi gruppi umani erano rivolte prevalentemente a specie quali lo stambecco ed il cinghiale, mentre la massiccia presenza di molluschi marini e terrestri era dovuta a raccolte in ambienti sia marini che montani. Tutti i materiali rinvenuti nello scavo del 1956 in quella che è denominata “Grotta La Porta di Positano” sono conservati presso il Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma e presso il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Pisa. Il materiale archeologico rinvenuto rese inoltre possibile riconoscere i caratteri dell’industria litica in zona e la presenza sempre nella “Grotta la Porta” di elementi come un ciottolo inciso, consentirono una loro attribuzione culturale all’Epigravettiano finale, fase caratterizzante la fine del Paleolitico superiore, all’incirca tra i 13.000 ed i 10.000 anni fa.

a cura di Luigi De Rosa

Grotta La Porta Positano

Grotta La Porta (Positano; SA)

Info: RADMILLI A. M., TONGIORGI E. (1958). “Gli scavi nella grotta La Porta a Positano. Contributo alla conoscenza del Mesolitico italiano”. In: Rivista di Scienze Preistoriche, 13, fasc. 1-4.

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