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Salerno: sospeso per 20 anni, ora torna a lavoro – Positanonews

Salerno: sospeso per 20 anni, ora torna a lavoro. Per vent’anni è rimasto sospeso dal servizio, in attesa del procedere della vicenda giudiziaria che l’ha coinvolto e di un input da parte dell’Azienda che gli permettesse di tornare a lavorare. Ben 7439 giorni d’attesa che, adesso, si sono conclusi con una fumata bianca.

È la storia di un tecnico della prevenzione negli ambienti e nei luoghi di lavoro della disciolta Asl Salerno 2 che, ora, è stato riabilitato dall’Azienda sanitaria guidata dal manager Gennaro Sosto. Una vicenda infinita, dunque, che ha fatto tribolare il tecnico per oltre quattro lustri. Ora, però, la sua odissea si è chiusa e potrà tornare in servizio.

Come si legge in un articolo del quotidiano La Città di Salerno, era il 5 luglio del 2002 quando i vertici dell’allora Azienda sanitaria locale dell’area del capoluogo, in seguito a un provvedimento di rinvio a giudizio del gip del tribunale di Salerno, disposero la sospensione cautelare dal servizio del dipendente prevedendo la corresponsione al tecnico di un’indennità pari al 50% dello stipendio più gli assegni familiari. Il provvedimento venne subito impugnato dal dipendente dell’ex Asl Sa/2 davanti al giudice del lavoro: il ricorso, però, diede esito negativo. E contro questo rifiuto di sospendere la delibera fu presentato un nuovo ricordo che, l’11 febbraio del 2003, portò alla sospensione dell’efficacia del provvedimento dell’Asl. Nel giudizio di merito, però, fu tutto ribaltato: con una sentenza del primo luglio del 2005 – confermata anche in appello due anni dopo – veniva rigettata la richiesta di ritorno in servizio del tecnico, facendo così riacquistare validità al provvedimento di sospensione. Dal 2007, dunque, il tecnico della prevenzione negli ambienti e nei luoghi di lavoro è rimasto in un limbo: a casa e con metà stipendio. Ma non si è mai arreso: già nello stesso anno e, successivamente nel maggio del 2008, ha presentato richiesta di riammissione in servizio. Niente da fare: non poteva tornare a lavorare.

Negli ultimi mesi, però, è arrivata la svolta: l’avvocato del tecnico, il 20 ottobre del 2021, ha presentato l’ennesima richiesta di rientro in servizio, poi rimandata anche il 22 novembre dello stesso anno. E questa volta la verifica sulle sue richieste è stata diversa: l’ufficio legale dell’Asl, infatti, ha acquisito la sentenza del tribunale di Salerno dell’11 gennaio del 2007 con cui si dichiarava di non procedere nei confronti dell’operatore sanitario in quanto i reati a lui ascritti sono estinti per prescrizione. Insomma, già 15 anni fa la vicenda giudiziaria si era di fatto conclusa. Ma per tornare a lavoro ha dovuto attendere tre lustri, fino alle verifiche dello scorso febbraio quando gli uffici di via Nizza hanno ritenuto «di non avere elementi sufficienti per avviare un procedimento disciplinare o riaprirlo atteso che non emerge che sia mai stato attivato all’epoca dei fatti». Una conclusione che, dunque, ha spinto l’Asl a valutare l’esistenza dei «presupposti per la riammissione in servizio». E in una delibera pubblicata nelle ultime ore, l’Azienda sanitaria salernitana ha autorizzato il ritorno al lavoro del tecnico della prevenzione negli ambienti e nei luoghi di lavoro, consentendogli di tornare in servizio dopo vent’anni d’attesa.

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