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Sallusti vs Travaglio

(Alessandro Sallusti – Libero quotidiano) – Vatti a fidare dei giornalisti, soprattutto di quelli con G maiuscola che credono di essere l’ombelico del mondo politico.

Succede che Giuseppe Conte, a questo punto il povero Giuseppe Conte, ha seguito alla lettera, fin da quando era Presidente del Consiglio, i consigli e le indicazioni di Marco Travaglio e dal mattino alla sera si è trovato prima fuori da Palazzo Chigi, poi senza soldati e senza futuro e da ieri forse anche senza più la copertura di Beppe Grillo che non potendone più, pur essendo un comico di professione, di questa strana coppia tipo Gianni e Pinotto ha definitivamente sbottato: o si fa come dico io – quindi niente doppio mandato – o lascio i Cinque Stelle.

Che è un po’ come se ieri Berlusconi avesse annunciato di lasciare Forza Italia perché in disaccordo con Tajani perché prendeva ordini da me invece che da lui.

Non era poi così facile far esplodere un partito che solo cinque anni fa aveva vinto le elezioni con il 34 per cento dei consensi. Ognuno dei Cinque Stelle ci ha messo del suo, certo, ma il detonatore è stato la strategia dello sponsor Giornalista che è riuscito nell’altrettanto difficile impresa di mettere tutti contro tutti, non si capisce poi a che titolo se non la sua sindrome narcisista che aveva già portato a schiantarsi altri illustri personaggi finiti sotto la sua tutela.

Chi non ricorda la campagna a sostegno di Antonio Ingroia, magistrato eroe dell’antimafia finito sotto i ponti dopo essere stato cacciato con disonore per alcune inchieste farlocche – cosa assai rara- dalla magistratura prima e aver ciccato alla grande il suo ingresso politico poi. Stessa sorte di disgrazia, con sfumature diverse, è toccata ad altri due eroi di fatto (Quotidiano), il pm De Pasquale, quello dell’inchiesta farsa su Eni sostenuta alla grande dal nostro, e il super moralista Davigo, oggi indagato.

Stendiamo un velo sulla scomparsa dalla scena politica per manifesta incapacità dell’ex ministro Alfonso Bonafede, della Raggi e dell’Appendino, altri clienti del Giornalista, e fermiamoci qui perché l’elenco sarebbe lungo. E già tutti si chiedono: chi sarà il prossimo? A chiunque tocchi, buona fortuna.

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