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Spari davanti al bar a Qualiano, l’ipotesi della vendetta dopo la lite

Vi sarebbe la vendetta dopo una lite con due fratelli dietro il folle gesto di Marco Bevilacqua, il 37enne che sabato sera ha aperto il fuoco tra la folla davanti al bar Nirvana Spritz di Qualiano dove ha ferito quattro giovani (leggi qui l’articolo). Bevilacqua avrebbe minacciato la guardia giurata con un coltello per farsi consegnare la pistola. Ha poi raggiunto il bar Nirvana Spritz su una bici elettrica, che ha poi usato per tentare la fuga dopo aver esploso diversi colpi. L’uomo è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per tentato omicidio plurimo, detenzione e porto di arma comune da sparo e rapina aggravata emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord. Difeso dall’avvocato Nunzio Mallardo, durante l’interrogatorio di garanzia Bevilacqua ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.  Sul posto i carabinieri hanno rinvenuto sei bossoli cal. 9×21. Secondo la prima ricostruzione effettuata dai militari Bevilacqua aveva un coltello e lo ha utilizzato per minacciare un vigilante e portargli via la pistola.

Il precedente arresto di Bevilacqua

Dei quattro ragazzi colpiti, due sono ricoverati con prognosi riservata. Secondo i medici sono in pericolo di vita. In ospedale è ancora sotto osservazione un terzo giovane che non sarebbe comunque ferito gravemente, mentre il quarto è stato già dimesso. L’uomo che ha sparato ha precedenti per droga, rapina ed estorsione. I carabinieri lo avevano già arrestato nel 2016 dopo un inseguimento di una decina di chilometri perché non si era fermato all’alt dei militari. Bevilacqua in quell’occasione guidava senza patente un’auto priva di assicurazione.

La morte del suocero dell’uomo fermato per la mattanza di Qualiano

Bevilacqua non sarebbe comunque ‘nuovo’ a fatti di sangue: nel 2006, quando aveva 20 anni, Bevilacqua fu arrestato per l’omicidio del suocero, avvenuto il 24 gennaio di quell’anno a Scafati, delitto avvenuto dopo un litigio. Nel 2008, fu condannato in Appello a 14 anni e 4 mesi di reclusione. Bevilacqua ha trascorso alcuni anni in carcere prima di ritornare in libertà. Il 37enne ammise di aver sparato contro il suocero, precisando però che quella pistola non era sua, ma della vittima. Secondo la sua versione, sarebbe stato il suocero ad estrarre l’arma, quando la discussione era degenerata, e a puntargliela contro. A quel punto il giovane, nel tentativo di difendersi, avrebbe bloccato la mano del suocero ed impugnato la pistola dalla quale sarebbe partito accidentalmente il proiettile mortale.

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