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Subbuglio a mezzogiorno

Calcio

Subbuglio a mezzogiorno

di Mimmo Carratelli

(da: Roma del 23.05.2022)

La Spezia, una gita fuori porta, tre gol con le “seconde linee” azzurre, Koulibaly e Lobotka gli unici titolari in campo, partita spensierata senza pressioni di classifica sporcata dagli incidenti tra tifosi napoletani e spezzini prima della gara e durante il match sospeso per più di dieci minuti. Era l’ultima di campionato, nessuna tensione prevedibile.

Gli scontri iniziati fuori dal campo. Provocazioni napoletane dai pullman che portavano i sostenitori azzurri allo stadio, reazione dei tifosi spezzini che danneggiavano i pullman. Gli scontri si ripetevano sugli spalti con lancio di fumogeni, partita sospesa dopo dieci minuti, ripresa al 23′.

Incidenti fuori da ogni contesto. Solo una pesante scaramuccia fra le due tifoserie. Si è giocato alle 12,30. Il caldo ha montato le teste più calde.

La partita è stata persino gradevole. Lo Spezia è rimasto sorpreso dalla veemenza del Napoli e ha faticato ad entrare in gioco. Merito al lavoro di Spalletti che ha mandato in campo giocatori motivati.

Nonostante il caldo, il Napoli si è impossessato del match con bella baldanza. Pressing alto, recupero immediato del pallone, movimento di tutti gli azzurri che non davano punti di riferimento agli avversari, corsa agile, voglia di giocare.

A riposo nove degli undici soliti titolari, spazio a Meret, Zanoli, Juan Jesus, Ghoulam, Demme, Politano, Zielinski, Elmas, Petagna.

Lo Spezia, tranquillo in zona-salvezza, era privo di Gyasi, squalificato, e ha tenuto in panchina Nzola, i suoi “gioielli“. Credeva di incontrare un Napoli appagato e inoffensivo ed era pronto a far festa nel suo stadio per il match di commiato. Il Napoli gli ha rovinato la festa.

Tra le curiosità, in campo Juan Jesus che con un autogol regalò la vittoria agli spezzini nella gara di andata a Napoli (0-1) ed Elmas che colpì la traversa nel finale di quella gara.

Più di tutti Lobotka ha preso molto sul serio la partita, reattivo nel recupero-palla, veloce nel distribuire il gioco, rendendolo arioso nelle fasi in cui i compagni insistevano a passarsi la palla senza guadagnare campo.

Il Napoli si è divertito. Giocando veloce ha frantumato il centrocampo spezzino dilagando in lungo e in largo. Dopo quattro minuti aveva già messo la palla nel sacco, gran sinistro di Politano, accentrandosi da sinistra ed evitando tre difensori, tiro scoccato dalla lunetta. Era stato invitato alla prodezza da un allungo di Koulibaly.

Gli incidenti spezzavano il clima allegro del match. Quando si riprendeva, la partita non cambiava. Napoli protagonista, Spezia a subire. Grande apertura di Ghoulam da sinistra a destra, inserimento di Politano, palla in area governata da Petagna e assist per il sinistro di Zielinski (25′). Raddoppio azzurro.

Proprio un match a senso unico. Demme degno partner di Lobotka, il tedesco spesso in posizione avanzata sino a siglare il gol del tre a zero dopo un duetto in area con Petagna, secondo assist del centravanti (36′). A questo punto, il pallottoliere dei gol si è fermato.

Non si fermava il gioco del Napoli, molto brillante, con un esagerato possesso-palla (71 per cento). Raramente si è vista una partita così apprezzabile nei finali di stagione con niente in palio.

Gli azzurri cambiavano posizioni con un sincronismo incredibile e non è che avessero giocato sempre insieme. Bene in partita Ghoulam. I difensori venivano avanti. Elmas era un folletto a tutto campo. Petagna macchinoso, ma teneva alto il Napoli. Lobotka, come s’è detto, illuminava una scena tutta azzurra.

Nel primo tempo, lo Spezia è vissuto ai margini del match. Difesa ballerina, attacco inesistente, in difficoltà i centrocampisti battuti sempre sul tempo.

L’unico a tenere viva la fiammella spezzina era il napoletano Daniele Verde con barba bianca di festeggiamento per la salvezza conquistata, minuscolo numero 10 di ottima tecnica. Proprio una punizione di Verde, che impegnava Meret in un salvataggio in corner (38′), era l’unico squillo ligure a vittoria robusta già conquistata dal Napoli.

Nonostante il caldo, il Napoli teneva in pugno il match anche nella ripresa, abbassando il ritmo, badando soprattutto a gestire la gara. Lo Spezia tirava fuori la testa con palloni lunghi, volava sulle corsie, ma i suoi cross venivano spazzati via da Koulibaly e Juan Jesus.

Ed era sempre Verde a cercare di rendere concreto il gioco dello Spezia. Era il giocatore che più soffriva l’andamento contrario della partita, il resto della sua squadra era completamente soggiogato dalla superiorità del Napoli.

Mentre lo Spezia dava spazio al ventenne portiere bosniaco Zovko al posto di Prevedel e a Kovalenko che sostituiva Antiste (62′), Spalletti proponeva gloria finale a Osimhen, Mertens e Insigne in campo per Petagna, Zielinski e Politano (67′). I nuovi entrati vivacizzavano la squadra che s’era un po’ fermata.

Duetti fra Insigne e Mertens come ai bei tempi, lanci e assist per Osimhen. Però niente di concreto. La partita era già archiviata.

Finché era stato in campo, Zielinski s’era concesso un gol, ma anche la solita morbida partecipazione alla gara, illuminandosi a sprazzi. Ha detto che si rifarà l’anno prossimo.

Mattinata di festa ed ecco Davide Marfella, 22 anni, puteolano, tra i pali azzurri e Anguissa al posto di Demme (80′). Il centrocampista camerunese entrava alla sua maniera: concentrato, forte, spavaldo. Il Napoli continuava a giocare nella metà campo dello Spezia. Non ne cavava più gol, ma aveva ancora gusto a giocare.

Marfella salvava in corner una conclusione di Salcedo (82′). Manaj colpiva la traversa dopo l’ennesima iniziativa di Verde (86′). Erano le ultime annotazioni di rilievo, mentre alcuni tiri dello Spezia mancavano abbondantemente il bersaglio.

Applausi al Napoli che non ha reso noiosa l’ultima partita della stagione che era senza particolari sollecitazioni. Un buon segnale della serenità del gruppo e della guida saggia di Spalletti.

Si apre un futuro ricco di incognite, chi va e chi viene, che tipo di squadra De Laurentiis riuscirà a consegnare a Spalletti. Il Napoli ha chiuso il campionato con la tredicesima vittoria esterna, terzo con 9 punti di vantaggio sulla Juventus quarta e vecchia rivale.

Spentasi l’eco della partita di La Spezia, il pomeriggio ha infiammato gli ultimi fuochi-scudetto e la sera ha dipanato l’ultima matassa-retrocessione. È stato un buon Napoli a congedarsi, non quello dei titolarissimi a riposo, ma la squadra dei rincalzi che hanno voluto onorare l’ultimo impegno con una bella gara.

Assistente dell’arbitro Marchetti, la guardalinee abruzzese di Popoli Francesca Di Monte, 29 anni, laureata in giurisprudenza e consulente aziendale. Un tocco di grazia nella mattinata spezzina.

SPEZIA-NAPOLI 0-3 (0-3)

NAPOLI (4-2-3-1)

: Meret (80′ Marfella), Zanoli, Koulibaly, Juan Jesus, Ghoulam, Demme (80′ Anguissa), Lobotka, Politano (67′ Insigne), Zielinski (67′ Mertens), Elmas, Petagna (67′ Osimhen).

SPEZIA (4-4-1-1): Provedel (62′ Zovko), Amian, Erlic (80′ Bertola), Nikolaou, Ferrer, Antiste (62′ Kovalenko), Maggiore (73′ Nguiamba), Kiwior, Verde; Agudelo (73′ Salcedo), Manaj.

ARBITRO: Marchetti (Ostia).

RETI: 4′ Politano, 25′ Zielinski, 36′ Demme.

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