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Tiziano Ferro spiega perché non ha fatto il passaporto italiano ai suoi figli

Il cantante lancerà il suo prossimo singolo il 9 settembre e rivela con quali giovani artisti italiani è in contatto

Lo scorso 28 febbraio Tiziano Ferro e suo marito Victor Allen hanno presentato sui rispettivi profili social Margherita e Andres, i loro due bimbi, fra la gioia di tutti i loro amici e dei fan dell’artista italiano.

In occasione dell’uscita del nuovo singolo il 9 settembre, La vita splendida, Tiziano Ferro ha rilasciato una lunga intervista al Rolling Stone, dove ha raccontato qualcosa in più sull’arrivo dei loro piccoli:

Noi non abbiamo mollato, abbiamo lottato per avere questi bimbi. E poi niente, è arrivata la bimba nel 2021, e poi il secondo nel 2022, di colpo ti guardi allo specchio e dici: ho scritto un disco, c’ho due figli. È tanta roba.

Nel corso dell’intervista, il cantante ha spiegato perché non ha fatto il passaporto italiano ai figli:

Oggi, se voglio far entrare i miei figli in Italia, so che avrebbero diritto a metà del presidio genitoriale, anche se ci sono due persone che possono prendersi cura di loro. Se stanno male, solo io posso andare al pronto soccorso perché Victor non risulta sul passaporto, una cosa aberrante. Al di là dell’essere d’accordo o meno, della morale, di un senso di colpa costruito a tavolino, ho sempre pensato che i miei diritti non tolgono nulla a quelli degli altri.

Quando poi questa cosa prende una faccia, che è quella dei tuoi bimbi, è allora che ti ferisce. Per questo non gli ho ancora fatto il passaporto italiano anche se ne hanno diritto. Forse lo farò più avanti, o lo faranno loro. Tanto a farli entrare col passaporto italiano avrebbero solo svantaggi. Mentre da americani son tranquillo, so che se vengo in tour Victor può prendersi cura di loro. È una cosa che può sembrare stupida, e invece mi fa soffrire da morire.

Tiziano Ferro ha poi rivelato con quali giovani artisti italiani è in contatto:

Sento Ultimo molto spesso, e Thasup che mi ricorda i Sottotono degli anni ’90 per produzione e scrittura.  Anche Rovazzi, che vabbè è più un regista, ma è un ragazzo molto intelligente, era qui la settimana scorsa. Sono tutti giovanissimi. Il mese scorso ho incontrato i Måneskin che hanno 23 anni. Sono felice per il loro successo. Con Madame ci siamo scritti spesso, anche lei è tenerissima con me.

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