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Trema la mala dell’area nord, c’è un nuovo pentito a Miano

Le sue dichiarazioni pesano come macigni contro il neogruppo che voleva prendersi Miano e Piscinola (leggi qui l’articolo). Grazie alle sue dichiarazioni gli inquirenti sono risaliti al nuovo gruppo che cercava di radicarsi a Miano e nei quartieri limitrofi cercando di occupare il vuoto di potere determinatosi con il tracollo dei due gruppi sin qui egemoni, i Balzano-Scarpellini-D’Errico conosciuti anche come ‘Abbasc Miano’ e i Cifrone-Tipaldi, quelli di Miano alta. Emmanuele Palmieri è la nuova ‘gola profonda’ della mala dell’area nord. Le due dichiarazioni hanno permesso agli investigatori di infliggere una vera e propria mazzata per i ras in ascesa nell’area nord. In manette sono finiti Raffaele PetriccioneCesare DuroGiovanni PerfettoSalvatore Di VaioFabio PecoraroAlessandro FestaVincenzo Pagliaro e Cosimo Imperatore. L’accusa per tutti loro è di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Le parole del nuovo pentito di Miano

Tra le sue prime dichiarazioni quelle che hanno ‘fotografato’ l’ascesa del nuovo clan che aveva iniziato a taglieggiare i commercianti della zona. Palmieri, ex colonnello del clan Lo Russo, in particolare si è concentrato su alcune figure chiave permettendo agli investigatori di inchiodare la gang:«Cesare Duro ha sempre fatto parte degli Scognamiglio che io sappia… omissis… Nel gruppo Scognamiglio posso dire che era quasi allo stesso livello di …omissis…che con lui si confrontava più che con…omissis. su tutto. Da quando è stato messo agli arresti domiciliari ha partecipato a tutte le riunioni che si tenevano nel parco. Gestiva al telefono la piazza di …omissis…Quando fu scarcerato infatti, gli fu dato il telefono sul quale chiamavano gli acquirenti, e lui passava l’ordine al pusher di turno dicendogli dove andare a consegnare la droga, dicendogli di andare (per esempio) fuori al Bar… omissis…. Con il pusher comunicava con un altro telefono; un telefono era destinato a ricevere le telefonate dei clienti ed uno a comunicare con il pusher; i pusher erano due: uno …omissis. di cui non ricordo il nome, detto cosi perché era molto veloce nelle consegne; dell’altro al momento non ricordo il nome. La piazza aveva ad oggetto cocaina che si prendeva da…omissis…. Non so cosa percepisse Duro dagli Scognamiglio. So che …omissis…pagava le spese legali a Duro Cesare. Lo so perché l’ho visto. Quando stava in carcere prendeva una settimana da …omissis…pari a 250 euro. Duro condivideva con noi …omissis…il nostro proposito di uccidere i capi del gruppo…omissis…. Duro non ha un alias anche se qualche volta lo chiamavamo “44 “perché a lui piace sparare con la pistola calibro 44». Altra figura su cui Palmieri si è molto dilungato quella di Fabio Pecoraro, ex di ‘Abbasc Miano’:«Lo conosco da quando sono piccolo; siamo cresciuti insieme e abbiamo iniziato entrambi come spacciatori in una piazza a Marianella per conto di Carlo Davide Lo Russo, detto Lellè, figlio di Carlo LO Russo. Poi abbiamo spacciato on demand per Culiersi Ciro, detto birretella. Quando sono entrato nel gruppo di Carrino, o meglio dei Lo Russo, Pecoraro non c’era, stava a Padova a lavorare in un macello; quando è tornato io ero agli arresti domiciliari per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente; era la fine del 2016; lui stava tutti i giorni con me; trascorreva intere giornate a casa mia. Poi circa 15 giorni prima che io fossi liberato dagli arresti domiciliari, Cristofaro Sibillo, che pure veniva spesso a trovarmi a casa, fece entrare Fabio Pecoraro con il gruppo di Balzano, nel quale entrai anche io quando fui liberato dagli arresti domiciliari. Pecoraro Fabio ha partecipato …omissis…. Pecoraro Fabio percepiva una “settimana” dagli Scognamiglio di circa 700/800 euro, Non aveva un’arma sua. Quando sono stato arrestato, mentre ero a Poggioreale come le ho già detto, prima di iniziare a collaborare mi sono sentito più o meno 5 o 6 volte con Fabio Pecoraro; lui mi disse che …omissis…».

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