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Comanda Lobotka: il Napoli ha il suo direttore

NAPOLI – Tutto ruota attorno a lui: compagni, palloni, avversari storditi che non sanno dove andare, come prenderlo, se esiste un modo per fermarlo. Stanislav Lobotka è ovunque e te lo ritrovi non solo a centrocampo ma anche in difesa, sulla trequarti e in ogni classifica dove si evidenziano doti come palleggio, profondità, continuità di rendimento. Presto sarà sorridente anche tra le righe di un comunicato in cui si annuncerà il suo rinnovo. Lobotka lo ha già firmato. Non è stato difficile convincersi a vicenda: il Napoli, che ad un certo punto s’è fatto qualche domanda, e Lobotka, che intanto s’era perso, hanno scoperto di essere perfetti insieme grazie all’intermediazione di Spalletti, un po’ architetto e un po’ psicologo. Ha lavorato prima sulla testa del giocatore e poi ha badato a tutto il resto.

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Ovunque

Ti sembrerà di vederlo dappertutto e quando avrai dubbi prova a cancellarli, è proprio Lobotka quello che dopo aver ricevuto dai due centrali se ne va gironzolando per il campo (con o senza palla) in attesa che qualcosa accada. E’ successo anche con lo Spezia e quando al tramonto della partita c’è stata un’indecisione, un banale errore, se ne sono accorti tutti perché evento raro. C’è una statistica che certifica la sua centralità nel progetto tecnico di Spalletti. Anzi due. La prima: con Meret e Zielinski, lo slovacco è il terzo giocatore del Napoli a non aver saltato neppure una partita. Ogni tanto ha rifiatato infatti è quarto per minuti giocati (2321) dietro gli stessi Meret e Di Lorenzo con l’aggiunta di Kim. Il secondo: con il 94.2% l’allievo di Hamsik è il giocatore più preciso del campionato col merito, a differenza di altri che pure raggiungono vette simili, di essere sempre nel vivo del gioco con la media di 62 passaggi a partita. Solo domenica 87, di cui 38 in verticale col 92% di precisione.

Scalata

Ce ne ha messo di tempo Lobotka per diventare insostituibile. Con Gattuso aveva perso posto e sorrisi (139’ totali e 14’ nel girone di ritorno stagione 2020/21), l’arrivo di Spalletti, che lo stimava dai tempi dell’Inter, è stato decisivo, ha rappresentato la svolta della sua carriera. Da oggetto misterioso, pagato oltre venti milioni, a vero e proprio affare di mercato rispetto alle cifre da altri spesi per giocatori che oggi neppure s’avvicinano ai suoi standard. Lobotka aveva solo bisogno di fiducia e l’ha trovata in Spalletti, suo mentore, e l’aveva avvertita sin da subito anche in Hamsik, che lo sponsorizzò consigliando al Napoli – e quindi a Giuntoli – di non dubitare dell’investimento fatto nel 2020. Ma durante quel mercato, tra il Napoli di Ancelotti e quello di Gattuso, arrivò anche Demme e allora le gerarchie erano agli opposti rispetto ad oggi. Uno sempre in campo e l’altro sempre fuori.

Rinnovo

Lobotka ha cambiato il Napoli e continuerà a farlo per diversi anni. Il suo attuale contratto, scadenza nel 2025, verrà presto sostituito. C’è già stata la firma per il rinnovo fino al 2027 con opzione 2028 con aumento di stipendio. Sul campo Lobo, come lo chiamavano in Spagna ai tempi del Celta, chiaro riferimento a Mr. Wolf di Tarantino, l’Harvey Keitel di Pulp Fiction, ha meritato la fiducia della società, di De Laurentiis e di Giuntoli, dei tifosi che oggi lo adorano, di Spalletti che non ha mai avuto dubbi sulle sue capacità. El Señor Lobo risolve problemi.


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