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Cresce la variante Kraken anche in Europa, dice l'Oms. Ma ogni allarme è prematuro

“I casi sono ancora pochi, ma in aumento. Stiamo lavorando per valutarne il potenziale impatto”, dice l’Organizzazione mondiale della sanità, che invita a rafforzare le attività di sequenziamento e non crede che la Cina rappresenti al momento una minaccia sanitaria. Anche l’Ecdc esclude emergenze

Più che la situazione cinese, bisognerà piuttosto monitorare la nuova variante Kraken, quella che nelle ultime settimane ha preso rapidamente piede negli Stati Uniti, rappresentando circa il 40 per cento delle nuove infezioni. Anche in Europa inizia a manifestarsi: “I casi di questa variante rilevati nella regione europea sono ancora pochi, ma in aumento“, ha annunciato oggi Hans Kluge, il direttore dell’Oms Europa, durante una conferenza stampa in cui ha cercato di fare il punto sulla situazione pandemica e sugli eventuali rischi. Per il momento ogni allarme sembra prematuro, ma assicura l’Organizzazione mondiale della sanità, “stiamo lavorando per valutarne il potenziale impatto”.

Nel frattempo, per predisporre risposte adeguate, sarà importante rafforzare (o recuperare) le pratiche di sequenziamento, in quanto “molti paesi della nostra regione hanno notevolmente ridotto la loro capacità di sorveglianza”. Così, se “nelle prime 5 settimane del 2022, le informazioni sulle varianti di 1,2 milioni di casi sono state inviate all’Oms”, lo stesso tipo di segnalazioni “è sceso a circa 90mila nelle ultime 5 settimane dell’anno”, ha ricostruito Kluge, sottolineando la necessità per le Autorità sanitarie nazionali di ripristinare l’attività di monitoraggio. “Lodiamo i paesi europei che hanno mantenuto una forte sorveglianza, tra cui Danimarca, Francia, Germania e Regno Unito”, ha aggiunto il direttore, le cui parole seguono di 24 ore – e ricalcano in buona sostanza – quelle del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

Secondo l’Ecdc, infatti, la cosiddetta Kraken potrebbe effettivamente avere “un effetto crescente sul numero di casi Covid nell’Ue, ma non entro il prossimo mese perché la variante è attualmente presente solo a livelli molto bassi”. Livelli che l’agenzia europea stima intorno al 2,5 per cento, secondo le rilevazioni delle ultime settimane del 2022, in base alle quali oltre agli Stati Uniti, Kraken è stata individuata in Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Islanda, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna e Svezia, sempre con numeri esigui. Ragion per cui, anche sul fronte della pericolosità e dei danni relativi all’infezione, i dati a disposizione non consentono ancora di fare valutazioni.

Toccherà insomma aspettare nuovi e più completi elementi, lavorando sulla prevenzione e sul controllo. Anche perché, come ha ricordato lo stesso Kluge, “dopo tre anni di pandemia non possiamo permetterci ulteriori pressioni sui nostri sistemi sanitari. Tale minaccia potrebbe provenire da una nuova variante, ovunque e in qualsiasi momento, nell’Asia centrale o in Europa”. 

Diversamente, anche in virtù della copertura vaccinale europea, quanto accade in Cina risulta meno preoccupante: “Il picco attuale non dovrebbe avere un impatto significativo”, fa sapere sempre l’Oms. E questo perché i sequenziamenti che arrivano da Pechino – come peraltro avevano mostrato anche quelli effettuati negli aeroporti italiani qualche giorno fa – hanno individuato varianti “già circolanti in Ue”. 

Una posizione condivisa anche dell’Ecdc, ma che non convince del tutto alcuni tra gli addetti ai lavori. “Io non so se dobbiamo essere preoccupati per l’Italia ma in Cina non c’è una buona situazione e non si può avere certezza che non ci sarà impatto significativo su altri paesi”, ha detto per esempio Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, confutando la posizione dell’Oms. Perplessità condivise anche dal responsabile dell’Unità di Statistica medica ed epidemiologia della Facoltà di Medicina e chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma: “Non capisco come l’Oms Europa e l’Ecdc possano dire cose assolute su Xbb.1.5 (Kraken)”, ha detto Massimo Ciccozzi, ricordando la scarsa trasparenza e condivisione di Pechino sul virus: “La Cina è messa male, non dà i dati proprio per questo”. 

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